"Fingermi uomo è stato come essere in guerra": il coming out trans di Abigail Thorn

La star di YouTube Abigail Thorn in un video emozionante e scenografico ha fatto coming out come donna transgender, unendosi alle voci di altri artisti che l'hanno preceduta nel chiedere tutele e rispetto, e una legislazione adeguata che si faccia interprete dei diritti della comunità trans.

Abigail Thorn, la You Tuber e attrice britannica nota per il suo canale Philosophy Tube, ha pubblicamente fatto coming out come donna transgender.

L’attrice ha condiviso la notizia attraverso un video di 37 minuti dal titolo “Identity: A Trans Coming Out Story”, in cui nella prima parte affronta il tema dell’identità sessuale con particolare focus sull’identità trans, per poi giungere alla sua dichiarazione di coming out, seguita da uno stacco, con in sottofondo il brano musicale Blackstar di David Bowie, che porta a una seconda parte: qui vediamo Abigail, seduta su una poltrona, con un aspetto diverso e in vesti femminili, che racconta ai suoi 800mila iscritti che è una donna transgender, si chiama Abigail e usa i pronomi “she/her”.

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“Per me, fingere di essere questo uomo è come vivere in trincea, andare in guerra ogni giorno. È stato un privilegio esibirsi per tutti voi, letteralmente.”

Questa è una delle frasi che l’attrice rivolge al suo pubblico nella prima parte del video, in cui si mostra ancora come uomo, per poi spiegare come il suo percorso fosse in realtà già iniziato da tempo, non senza ringraziare le persone intorno a lei che in questo periodo hanno mantenuto il suo segreto fino a questo prezioso momento:

“Ho iniziato a scrivere questa sceneggiatura circa un anno fa. Non appena sistemiamo le telecamere e iniziamo a girare, mi cambio i vestiti, modifico il linguaggio del corpo; ho sempre indossato grandi giacche per nascondere il mio seno. […] Ma in realtà, questa è la vera me. Questo è il mio video di coming out.”

Abigail chiede poi al suo pubblico di essere trattata con gentilezza e pazienza e di rivolgere questa stessa gentilezza anche a coloro che non la riserveranno a lei. Successivamente, l’attrice londinese denuncia la discriminazione sociale che ad oggi nel Regno Unito le persone trans sono costrette a subire ogni giorno e ribadisce l’urgenza di una legislazione che tuteli l’uguaglianza dei diritti delle persone trans:

“Le persone trans, specialmente le persone trans di colore, sono colpite più duramente dalla disoccupazione, dalla mancanza di casa e dalla violenza domestica, sessuale e della polizia. Oggi vorrei aggiungere la mia voce alle tante che chiedono una nuova legislazione per l’uguaglianza dei diritti trans: un sistema di consenso informato di transizione medica e un sistema di transizione legale per tutti coloro che lo desiderano, comprese le persone non binarie […] L’uguaglianza trans deve essere parte di un’enorme ridistribuzione del potere e delle risorse in modo che la società serva i bisogni umani invece della logica del profitto.”

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Thorn ha poi concluso con questa frase emozionante e piena di poesia:

Anche quando gli altri lo rendono difficile, essere trans è un dono. Il mio amore va a tutte le persone trans che leggono le mie parole in Gran Bretagna o all’estero, specialmente a quelle che ancora non possono fare coming out.

E Abigail non è il solo personaggio che, in occasione del proprio coming out, arriva a farsi portavoce di un cambiamento sociale globale che investa i governi e la società moderna e favorisca una legislatura rispettosa delle diversità, che sia in grado di tutelarle tuteli prima anche da un punto di vista giuridico.

Il più celebre e recente caso in questo senso è stato quella dell’attore Elliot Page, il cui messaggio, intenso e pieno di amore, oltre a descrivere l’esperienza personale dell’interprete e a comunicare supporto e vicinanza alle persone trans, rappresentava anche un monito preciso e carico di enfasi diretto alla politica americana affinché intervenga finalmente in una situazione come quella attuale, che continua a non tutelare in modo efficace la comunità trans, esponendola a rischi, discriminazioni e persino all’impossibilità di dichiarare liberamente la propria identità sessuale.

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