Coronavirus, il videomessaggio di Alberto Angela che tutti dovremmo sentire - Roba da Donne

Da grande divulgatore scientifico e uomo di cultura quale è, Alberto Angela non poteva esimersi dal parlare di questo particolare momento che sta attraversando il nostro Paese, con l’emergenza Coronavirus che ci ha imposto di ripensare alle nostre giornate e alla nostra quotidianità, e ha causato tantissimi morti in tutta la penisola.

Già in un primo video pubblicato su Facebook Angela si era rivolto al pubblico, invitandolo a stare a casa per non diffondere ulteriormente i contagi.

È un virus molto subdolo, che rimane in silenzio molto tempo prima di emergere, come uno squalo in acqua, e allora noi non entriamo in acqua.

Aveva detto.

Ma il conduttore ha voluto ribadire alcuni concetti, inviando un videomessaggio da casa sua in occasione della replica, su Rai Uno, della puntata di Meraviglie Stanotte a Venezia, dedicata proprio alle bellezze della città lagunare. Le sue parole hanno toccato nel profondo i telespettatori, che come sempre hanno apprezzato il garbo e l’eleganza di Alberto di parlare e di esprimersi.

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25 marzo 2020 - il nostro Alberto ha fatto ancora una volta centro nel giorno del compleanno della Serenissima, omaggiando i suoi 1599 anni e regalando grandi emozioni nell'esprimere le sue sensazioni sul drammatico momento che sta attraversando il nostro Paese. Coraggio e speranza per noi tutti. Ti aspettiamo per le prossime settimane, grazie Alberto! ---------------------------------- "Quando tutto questo sarà passato vi chiedo due cose: non dimenticate chi è in prima linea oggi e chi non c'è più; e poi, quando partirete, perché riprenderemo a viaggiare, premiate l'Italia, premiate chi vive di turismo e oggi sta soffrendo tantissimo. Così facendo premierete anche le generazioni passate che stanno lottando insieme a noi." (cit.Alberto Angela) ---------------------------------- "Doveva essere 'solo' una replica di Stanotte a Venezia e invece #AlbertoAngela ha regalato uno dei messaggi alla Nazione più motivante, incoraggiante, rassicurante e unificante tra quelli che sono rimbalzati in questi giorni tra tv, social e balconi. E' riuscito a compattare speranze, responsabilità, comunità e futuro. E anche a commuovere." **Fonte e video credit: https://www.tvblog.it/post/1708595/alberto-angela-videomessaggio-rai1-coronavirus?fbclid=IwAR34d5MRcwmoGd1CB44TLkIzrEUfWgpk7WlZ6UZaN8adR7L67PbKhVDX7S0 / Rai1 #TVBlog #Rai1 #Covid19 #StanotteaVenezia #Meraviglie #compleannoVenezia #AlbertoAngela

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Non avrei mai pensato di vedere un nuovo volto, unico, prendere forma davanti ai miei occhi. […] Voi che siete negli ospedali, nei reparti di terapia intensiva, chi si occupa delle analisi, chi si occupa di dover pulire questi luoghi, chi organizza l’amministrazione di questi luoghi – dice Alberto – E ancora chi sta nei trasporti, nei supermercati, in quelle aziende che ancora lavorano, le Forze dell’Ordine, tutti in prima linea, stanno rappresentando la lotta contro questo virus. E poi ci siete anche voi. Voi che siete a casa, come me. Sì perché non viene mai detto abbastanza: anche voi state salvando delle vite. Non uscendo di casa impedite al virus di diffondersi e così salvate tante vite.

Certo, molti non ce l’hanno fatta. E penso soprattutto al vuoto incolmabile che hanno lasciato in tante famiglie e io mi stringo a loro. Il nostro Paese ha certamente preso delle decisioni forti. All’inizio, all’estero ci guardavano con sospetto, apparivamo un po’ come degli untori. Poi le cose sono andate in un altro modo e adesso l’Italia è vista come un esempio, un modello da seguire nella lotta da parte di tutti i Paesi.

[…] Come ha fatto questo piccolo Paese come l’Italia a essere un faro, un modello? Tutto il nostro patrimonio è frutto delle generazioni passate, che ci hanno lasciato monumenti ma anche valori, che si chiamano cultura, e io credo che tutto questo sia emerso in questo momento di emergenza. Noi abbiamo ben tremila anni di civiltà alle spalle, forse è questo che fa la differenza rispetto a tanti altri Paesi, non lo so. Io so solo che bisogna ancora stringere i denti per un po’.

Poi lo sappiamo tutto finirà e allora vi chiedo due cose: una volta che tutto sarà finito non dimenticate chi è in prima linea negli ospedali, tutte le persone che sono state coinvolte con uno spirito di sacrificio immenso. Non scordiamoci di chi non c’è più. E poi soprattutto, quando alla fine partirete per fare dei viaggi premiate l’Italia, aiutate chi vive di turismo come cooperative di ragazzi, guide, alberghi, ristoranti che stanno soffrendo tantissimo. In questo modo sosterrete anche il nostro patrimonio insieme a tutte le generazioni passate che stanno lottando idealmente insieme a noi.

Chi era Carlo Angela, papà di Piero e nonno di Alberto
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