Bufera social per Anna Falchi, dopo le dichiarazioni sul “Catcalling”

La showgirl durante un’intervista alla trasmissione "Un giorno da Pecora", ha commentato in positivo questo genere di atteggiamento maschile nei confronti delle donne. Le parole della nota conduttrice Rai hanno acceso la polemica sul web.

Bufera social per Anna Falchi, dopo le sue parole sul catcalling. La showgirl, intervistata in collegamento nella trasmissione radiofonica, Un giorno da Pecora, ha dichiarato di essere una fan del catcalling e che se un uomo ci prova con lei in questo modo le piace. Ma facciamo un passo indietro e spieghiamo cosa si intende con questo termine.

Catcalling: quelle molestie per strada che non sono complimenti

Vi è mai capitato di ricevere apprezzamenti e commenti non graditi da sconosciuti? Ecco cosa si intende con il termine “catcalling”. Come sottolineano ormai molti non è un complimento, e la banalizzazione di questo fenomeno di violenza verbale che gli uomini compiono verso le donne rappresenta un problema. Esiste una sostanziale differenza tra un apprezzamento e una molestia, non a tutte può piacere un commento da uno sconosciuto. Infatti, spesso si trasforma in una vera aggressione verbale, specie se la donna non sta al “gioco”.

Falchi durante l’intervista in merito al tema ha commentato:

“Viva il catcalling, dopo 50 anni! Ma magari ce ne fossero, io non mi offendo per niente e magari sono pure carucci. Mi piace, mi fa sorridere. Noi donne ci lamentiamo sempre che non ci sono più gli uomini virili, che non ci corteggiano più. Eh certo! Se gli mettiamo tutta questa pressione, sono terrorizzati”. Lasciamoli esser anche un po’ maschi, anche un po’ rozzi, l’uomo ha da puzzà”.

Le parole della nota conduttrice Rai hanno acceso una polemica sui social, poiché considerate gravi, fuori luogo e non dalla parte delle donne. Il disappunto arriva soprattutto per la banalizzazione del tema da parte dell’attrice. Di certo nessuno vuole impedire ad Anna Falchi di esprimere il suo pensiero, che è legittimo, ma non si può paragonare un fenomeno discriminatorio a una lusinga per una bella donna.

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