Perché il bilancio delle vittime della Cina è salito di colpo del 50% - Roba da Donne

Perché il bilancio delle vittime della Cina è salito di colpo del 50%

In Cina e a Wuhan, negli ultimi giorni, sono saliti i numeri relativi alle vittime del nuovo coronavirus, salendo del 50%.

Da qualche settimana tutti conoscono Wuhan. È la città della Cina centro-orientale nella quale, stando ai pareri degli esperti, ci sarebbe stato il primo contagiato umano del nuovo coronavirus.

Wuhan, in quanto epicentro dell’epidemia, è anche la città della Repubblica Popolare Cinese con il più alto numero di morti da COVID-19. Stando ai dati del governo centrale, fino a poche ore fa le vittime erano 1.300. Usiamo l’imperfetto perché i numeri sono stati rivisti al rialzo.

La città di Wuhan ha infatti comunicato che a seguito di una “indagine approfondita” al 18 aprile i morti per COVID-19 sono diventati 3.869, quindi poco più del doppio rispetto alla cifra precedente. Ciò, ovviamente, fa aumentare anche i dati relativi all’intera Cina, che da 3.342 salgono a 4.632.

La Cina, ricordiamolo, ha una popolazione di 1 miliardo e 400 milioni. L’Italia, che conta circa 60 milioni di residenti, al 19 aprile ha pianto oltre 20.000 morti per COVID-19.

L’aumento nelle cifre registrato nelle ultime ore è il frutto di indagini più approfondite, che riguardano specialmente le persone morte in casa. Molte, infatti, non hanno potuto garantirsi un ricovero in ospedale per via del sovraffollamento delle strutture. Inizialmente i decessi esterni agli ospedali non sono stati conteggiati. E, stando a quanto si legge sul New York Times, solo una piccola parte è stata conteggiata in un secondo momento.

I nuovi numeri dicono che nella città di Wuhan, di 11 milioni di abitanti, i casi complessivi di persone positive al COVID-19 sono saliti a 50.333.
Già nel mese di gennaio il governo cinese era stato attaccato da più parti: in alcuni giorni del primo mese dell’anno da Wuhan non arrivava alcuna notizia su nuovi contagi e nuovi decessi.

Com’è noto, un medico cinese è stato arrestato dalla polizia cinese per aver avvertito tramite i social media del pericolo enorme del virus. Il dottore in questione è morto qualche giorno dopo, ufficialmente per colpa del COVID-19.

Nel frattempo continuano le accuse tra Cina e Stati Uniti sull’origine del virus. Gli USA avanzano l’ipotesi che il virus sia sfuggito (e non creato) da un laboratorio cinese, mentre Pechino sostiene che il virus è stato portato in Cina, con l’inganno, dall’America.

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