Brenda Chapman: "Non volevo che Merida fosse un maschiaccio"

La regista, che il primo novembre 2021 compie 59 anni, ha lavorato al film d'animazione Ribelle per sei anni prima di essere sostituita da Mark Andrews. E, secondo lei, il personaggio comparso al cinema non rispecchia quello originale.

Nata il primo novembre 1962, Brenda Chapman è regista e sceneggiatrice, da sempre appassionata del mondo dell’animazione. È infatti laureata al California Institute of the Arts (CalArts), ed è specializzata in disegno dei personaggi. Fin da giovanissima ha iniziato a collaborare con la Disney: nel 1989, quando era ancora una tirocinante, ha lavorato alla produzione de La sirenetta. Tra i grandi titoli a cui ha preso parte ci sono Il Re Leone, La Bella e la Bestia, Il Gobbo di Notre-Dame, Il principe d’Egitto, solo per citarne alcuni. E, soprattutto, la molto discussa produzione di Ribelle – The Brave.

Quest’ultimo film, a cui Chapman ha iniziato a lavorare nel 2008, doveva originariamente raccontare la storia autobiografica del suo rapporto con la figlia, ed era stato annunciato con il titolo di The Bear and The Bow. Tuttavia, nel 2010, a causa di alcune divergenze con l’animatore John Lasseter, la regista è stata sostituita da Mark Andrews. Nonostante dovesse essere la prima regista donna nella storia della Pixar, questo ruolo le è stato tolto, affidando la direzione a un uomo. “Tutti dicono che sono stata rimossa a metà della produzione, ma in realtà mi hanno mandata via più o meno un anno prima dell’uscita del film. Ci avevo lavorato per 6 anni”, ha dichiarato in un’intervista a Collider, in occasione dell’uscita del suo ultimo film Come Away (uscito in Italia con il titolo Alice e Peter).

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Nonostante questo, però, Chapman ha mantenuto il ruolo di co-regista e ha condiviso con Andrews il premio Oscar per il miglior film d’animazione. La differenza più grande tra la pellicola uscita al cinema nel 2012 e quella che era l’idea originale della regista è nel personaggio di Merida, la protagonista dai capelli rosso fuoco:

“Questo è uno dei problemi che mi sono ritrovata ad affrontare con il personaggio di Merida, con questa idea di renderla un maschiaccio, cosa che non è mai stata la mia intenzione. Merida è una ragazza forte e abile che ha altre aspirazioni rispetto al matrimonio, ma non l’ho mai immaginata come una principessa guerriera. Perché non possiamo semplicemente raccontare una storia con protagonista una donna?”,

ha spiegato in un’intervista a Indiewire. A Collider ha poi rivelato il vero motivo che c’è dietro la trasformazione di Elinor, la madre di Merida, in un orso; un aspetto che lei avrebbe approfondito maggiormente:

“Il mio obiettivo era quello di raccontare una relazione madre-figlia molto forte, e questo è stato mantenuto nel film. Ci sono molte piccole differenze, ma direi che nella mia versione ci sarebbero stati elementi più approfonditi, come la maledizione della strega. Il punto non erano gli orsi in sé, ma il desiderio di Merida: vorrei che mia madre fosse più come mio padre. Suo padre è un uomo molto grosso e giocherellone, somiglia un po’ a un orso. C’era molto di più dietro la maledizione di ciò che è stato mostrato nella versione finale del film”.

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