Katharina Miroslawa, l'accusa di omicidio, il carcere e la ritrovata libertà

La vicenda dell'ex ballerina condannata per la morte dell'imprenditore emiliano Carlo Mazza, è al centro della seconda puntata di Che fine ha fatto Baby Jane, il programma condotto da Franca Leosini in onda su RaiTre l'11 novembre.

Tutto pronto per una nuova puntata di Che fine ha fatto Baby Jane?. Il programma ideato e condotto da Franca Leosini torna su RaiTre l’11 novembre, in prima serata, forte del successo ottenuto con la prima puntata del 4 novembre. Il format, che racconta la vita fuori dal carcere di alcuni ex detenuti vede protagonista in questo secondo – e ultimo – episodio, la vicenda di Katharina Miroslawa responsabile dell’omicidio dell’imprenditore emiliano Carlo Mazza.

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Erano gli Anni ’80 e Katharina era arrivata in Italia, a Parma, dalla Polonia con il marito Witold e il figlio di nove anni Niki. Si esibiva come ballerina in un un night-club e aveva intrecciato una relazione con l’imprenditore Carlo Mazza, allora 50enne e dirigente di una fabbrica di acciaio. L’uomo, sposato e con figli adolescenti, si innamorò follemente della donna, tanto da comprarle un appartamento e intestarle una polizza sulla vita di ben un miliardo di vecchie lire.

Quando l’imprenditore fu trovato morto nella sua auto la mattina dell’9 febbraio 1986, freddato da proiettili di una pistola calibro 6.35, i sospetti ricaddero subito sulla donna e su quello che ormai era diventato il suo ex marito. Nel primo processo, quello del 1987, la coppia venne assolta per insufficienza di prove, anche perché i due si trovavano in Germania la notte dell’omicidio.

Tuttavia, si scoprì che il fratello della donna – proprio la sera in cui l’imprenditore era stato ucciso – aveva percorso con un auto a noleggio 2.200 km, distanza che coprirebbe il tragitto Monaco-Parma e ritorno ad Amburgo. La condanna definitiva per concorso morale nell’omicidio di Mazza arrivò al 1993.

Katharina, tuttavia, continuò a proclamarsi innocente, tesi sostenuta anche dall’ex marito Witold anche a Storie maledette, alle quali rivelò che fu lui l’ideatore del piano per uccidere Carlo Mazza. Katharina ha scontato la sua pena e dal 2013 è tornata in libertà. È rientrata a Vienna, dove lavora come rappresentante di vini italiani, oltre che come traduttrice.

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