Lo studio, guidato dal professor Lu Qi della Tulane University School of Public Health and Tropical Medicine di New Orleans, è stato condotto su un campione di britannici di mezza età e ha stabilito che aggiungere sale extra ai propri pasti aumenti il rischio di incorrere in una morte precoce.

Come riporta il Guardian, i ricercatori hanno scoperto che aggiungere sempre sale ai pasti a tavola riduce di oltre due anni l’aspettativa di vita per gli uomini e di un anno e mezzo per le donne. Questo non include il sale usato per il condimento durante la preparazione del pasto.

La ricerca è stata effettuata su 500.000 persone di mezza età partecipanti allo studio UK Bio Bank, che sono state seguite per nove anni. Ai partecipanti è stato chiesto di compilare un questionario dove avrebbero dovuto indicare se aggiungevano sale extra ai loro pasti e con quale frequenza.

Rispetto alle persone che non aggiungevano mai sale, o che lo facevano raramente, chi condiva sempre i cibi aveva un rischio maggiore del 28% di morire prematuramente. All’età di 50 anni, gli uomini e le donne che aggiungevano sempre sale avevano un’aspettativa di vita inferiore rispettivamente di 2,3 e 1,5 anni.

Durante lo studio sono stati presi in considerazione altri fattori che potevano influenzare i risultati, come l’età, l’indice di massa corporea, il sesso, l’etnia, l’assunzione di fumo e alcol, l’attività fisica, la dieta e le condizioni mediche come diabete, cancro e malattie cardiache.

Per quanto ne so, il nostro studio è il primo a valutare la relazione tra l’aggiunta di sale agli alimenti e la morte prematura“, ha dichiarato il professor Lu Qi della Tulane University School of Public Health and Tropical Medicine di New Orleans. “Anche una modesta riduzione dell’apporto di sodio, aggiungendo meno o nessun sale agli alimenti a tavola, può comportare sostanziali benefici per la salute, soprattutto se ottenuta nella popolazione generale“.

Chi beve caffè rischia meno di morire di morte precoce. Lo studio

Come ha dichiarato al Guardian la professoressa Annika Rosengren, ricercatrice senior presso l’Accademia Sahlgrenska dell’Università di Göteborg, che non è stata coinvolta nello studio, le persone sane che “consumano livelli normali di sale non dovrebbero preoccuparsi troppo del suo apporto“, ma chi soffre di malattie cardiache o è a rischio di contrarle dovrebbe ridurlo. “Evitare di aggiungere sale agli alimenti già preparati è un modo per raggiungere questo obiettivo“, ha concluso.

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