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Condannati "no vax" per procurato allarme: manifesti errati

I manifesti, secondo il giudice, avrebbero riportato delle fake news, ovvero che 21.658 bambini sarebbero stati danneggiati dai vaccini.
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Arriva la prima condanna per i “no vax”, per quei genitori, per quelle famiglie che si schierano da sempre contro l’obbligatorietà dei vaccini sui propri bambini. Come saprete, l’ex Ministro alla Salute Beatrice Lorenzin ha condotto una vera e propria battaglia per affermare l’utilità e l’importanza delle vaccinazioni nel nostro Paese. Ora, come scrive l’agenzia di stampa Ansa.it, è arrivato il primo decreto di condanna al pagamento di una sanzione nei confronti di un’attivista no vax. Il motivo è presto detto.

L’attivista no vax dovrà pagare una sanzione di 400 euro per aver diffuso informazioni errate sui vaccini con dei manifesti a Modena. La donna è stata condannata dal Gip dopo la querela presentata dall’Azienda Usl: lo riporta “La Gazzetta di Modena”. I manifesti, tutti di sei metri, secondo il giudice, avrebbero riportato delle fake news, ovvero che 21.658 bambini sarebbero stati danneggiati dai vaccini. Cifre che, in realtà, sono relative alle segnalazioni arrivate all’Aifa. Segnalazioni e, dunque, non casi certificati. 

Il comitato aveva fatto ammenda, continua l’Ansa.it: avevano riconosciuto l’errore ma l’Usl aveva deciso di perseguire la fake news che avrebbe potuto disorientare i cittadini e mettere in ginocchio il sistema sanitario locale con genitori preoccupati per la salute dei propri figli alle prese coi vaccini obbligatori.

Si tratta della prima condanna di un no vax in Italia. Adesso, dunque, le associazioni “Riprendiamoci il pianeta-Movimento di resistenza umana” e “Genitori del No Emilia Romagna” dovranno assumersi le proprie responsabilità circa le informazioni – ritenute errate – che sarebbero state diffuse attraverso manifesti a Modena.

Le cifre, dunque, sarebbero state attribuite in modo improprio all’Agenzia Italiana del Farmaco ma non erano altro che il numero totale di segnalazioni sospette e non i casi effettivamente registrati di bambini con danni per colpa dei vaccini (obbligatori o meno).

La condanna, ovviamente, potrà essere appellata dall’attivista no vax.