Coronavirus, chiude l'albergo Covid di Mozzo: nessun convalescente - Roba da Donne

Coronavirus, chiude l'albergo Covid di Mozzo: nessun convalescente

Il Covid Hotel di Mozzo, in provincia di Bergamo, ha chiuso pochi giorni fa. Tutti i pazienti convalescenti sono guariti.

Nell’immaginario collettivo la regione che più ha sofferto (in tutti i sensi) il COVID-19 è la Lombardia. Una delle province lombarde più colpite è Bergamo. Proprio da Mozzo (BG) arriva finalmente una notizia positiva: il Bes Hotel ha chiuso per mancanza di pazienti.

Il 15 maggio, infatti, sono state dimesse tutte le persone che si erano recate presso la struttura per la convalescenza post contagio dal nuovo coronavirus.

Il Bes, infatti, ospitava quelle persone che non potevano rimanere isolate presso il proprio domicilio. Dal 6 aprile al 15 maggio sono transitate 94 persone. Il più giovane aveva 31 anni, il più anziano 91.

Ognuno di loro ha trascorso diversi giorni presso l’hotel di Mozzo, in una stanza singola, completamente isolato dagli altri. Ed è dovuto/a rimanerci fino a quando i due tamponi non avessero dato esito negativo.

Su Fanpage c’è la testimonianza di un 47enne, Raffaello, che poche settimane prima di contrarre il virus aveva avuto un figlio. L’uomo ha parlato di ‘emozioni contrastanti’, visto che da un lato si è sentito protetto per aver passato la quarantena in un luogo sicuro ma dall’altro non ha potuto provare la gioia di vedere suo figlio muovere i primi passi.

La notizia della chiusura del Bes Hotel di Mozzo è stata data dalla pagina Facebook “Consorzio Sol.Co Città Aperta”, che ha pubblicato anche diverse foto dei dipendenti con la tuta protettiva intenti a festeggiare l’epilogo vittorioso di una piccola battaglia.

Nella didascalia del post si legge: “Un Grazie ai nostri pazienti che ci hanno regalato umanità. Un Grazie enorme a tutti i colleghi per la passione e la competenza”.

Qualcuno, purtroppo, non ce l’ha fatta e ci sono moltissime famiglie bergamasche che hanno sofferto un lutto. Pertanto il presidente del Consorzio Bruno Goisis ha spiegato che alcuni dovranno seguire un “adeguato percorso psicologico” e ha ringraziato i bergamaschi per le loro donazioni, i volontari della Croce Rossa, don Roberto per i momenti di preghiera, oltre a fisioterapisti e psicologici.

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