I numeri dell’emergenza coronavirus danno, di giorno in giorno, sempre più speranza all’Italia.

I decessi e i ricoveri in terapia intensiva sono calati nelle ultime ore e alcune regioni in particolare fanno registrare cifre oggettivamente molto basse. La primavera è cominciata da poco meno di un mese e tra poche settimane molti italiani sentiranno (anche) il bisogno di un tuffo a mare. Ma tra gli innumerevoli interrogativi riguardanti il futuro c’è anche quello delle spiagge italiane.

Posto che l’imperativo è e sarà per i prossimi mesi “vietare gli assembramenti” come ci si regolerà in tal senso? Ci sono alcune zone d’Italia che vantano spiagge molto spaziose a fonte di una densità abitativa piuttosto scarsa. E altri angoli della penisola dove, al contrario, le spiagge occupano spazi limitati e i potenziali bagnanti sono numerosi.

Poche ore fa è arrivato un commento di una persona direttamente coinvolta nella questione. Alessandro Ieva, assessore all’Ambiente del Municipio di Ostia, ha rilasciato alcune dichiarazioni al Corriere della Sera che hanno creato un dibattito politico.

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Secondo Ieva “le spiagge dei litorali non sono servizi essenziali mentre lo sono gli stabilimenti, che a suo avviso “devono tornare a lavorare e ripartire” al netto delle inevitabili restrizioni che verranno imposte.

L’assessore ha aggiunto che l’unica soluzione plausibile sarebbe militarizzare le spiagge ma che questa ipotesi “non piacerebbe a nessuno”.

Immediata la replica di due rappresentanti del Partito Democratico romano, Margherita Welyam e Flavio De Santis. Secondo i dem Ieva vorrebbe creare delle spiagge “per soli ricchi”.

A loro avviso chi è riuscito a salvarsi dalle conseguenze negative dell’emergenza coronavirus potrà frequentare le spiagge dietro pagamento di una quota d’ingresso; mentre chi non ha guadagnato in queste settimane non sarà in grado di esercitare il “sacrosanto diritto” di andare al mare.

Obiettivamente parlando, però, garantire il distanziamento sociale sulle spiagge libere è un’operazione molto complicata. Il sindaco di Ventotene, a tal proposito, ha proposto di concedere agli over 70 la possibilità di andare al mare nelle prime ore del mattino (fino alle 11), mentre ai giovani di andarci dopo le 12.

Articolo originale pubblicato il 20 Aprile 2020

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