Covid-19, il professor Bassetti: 'Prima era una tigre feroce, ora un gatto' - Roba da Donne

Covid-19, il professor Bassetti: "Prima era una tigre feroce, ora un gatto"

L'infettivologo Bassetti al Telegraph: "Il Sars-Cov-2, che tra marzo e aprile sembrava una tigre feroce, ora somiglia più a un gatto selvatico. I pazienti che prima sarebbero morti, ora sopravvivono grazie alle terapie"

Il Coronavirus, che prima si comportava come una “tigre aggressiva”, si è indebolito ed è diventato più simile a un gatto selvatico” Così il professor Matteo Bassetti, direttore della Clinica delle malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, che nel corso di un’intervista al Telegraph ha ribadito di essere convinto che il virus faccia meno paura, anche perché, grazie alle nuove terapie e ai farmaci, pazienti che prima sarebbero morti a causa delle infezioni causate dal Covid-19 ora riescono a sopravvivere.

Secondo il medico italiano, il Covid-19 potrebbe indebolirsi a tal punto da poter scomparire anche senza il vaccino il cui sviluppo potrebbe comunque essere necessario per prevenire una nuova ipotetica ondata o per contrastare un coronavirus simile:

“Tra marzo e aprile sembrava una tigre feroce, ma ora è come un gatto selvatico. Anche i pazienti anziani, di età compresa tra 80 e 90 anni, ora respirano senza aiuto. Gli stessi pazienti che sarebbero morti settimane fa”

Il professor Bassetti ha spiegato che l’indebolimento potrebbe essere stato causato da una mutazione genetica del virus, che lo renderebbe quindi meno letale, oppure dal fatto che grazie al distanziamento sociale e alle nuove terapie le persone non vengono più infettate da cariche virali così massicce.

Molti scienziati hanno tuttavia sottolineato come al momento non ci siano evidenze scientifiche che il virus sia cambiato a livello genetico.

L’Italia – ha spiegato ancora Bassetti in un post su Facebook – ha fatto uno straordinario lavoro nella gestione clinica della fase acuta dell’epidemia Covid, soprattutto nei nostri ospedali.

Abbiamo insegnato al mondo come curare questa infezione che a marzo ci ha letteralmente “preso a schiaffi”. Questa infezione che era devastante tre mesi fa, assomiglia oggi ad una forma influenzale. È il dato che riportano i medici sul campo”.

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Il 50% dei tamponi (dei nuovi contagiati ndr) sono oggi “debolmente positivi” ovvero con una carica virale talmente bassa che i soggetti non sono contagiosi”.

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