Covid, cos'è e come riconoscere la variante Kraken, una delle più contagiose di sempre

Negli Stati Uniti ha già preso il sopravvento e in Europa si tema possa portare a una nuova ondata. Gli esperti ritengono che l'incremento delle infezioni non sarà collegato a un drammatico aumento dei ricoveri o dei decessi.

Il Sars-CoV2 non smette di circolare a livello mondiale, accumulando col tempo mutazioni nel suo genoma. Per il 2023, l’attenzione degli esperti si sta focalizzando su una nuova sotto-variante di Omicron, denominata XBB.1.5 e detta comunemente Kraken, che negli Stati Uniti ha già preso il sopravvento. In Europa, si teme un’altra nuova ondata di Covid.

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XBB.1.5 può essere la nuova variante a cui prestare attenzione nel 2023“, ha sostenuto Tim Spector, professore di epidemiologia genetica al King’s College di Londra, mentre Eric Topol, professore di Medicina Molecolare presso lo Scripps Research Institute di La Jolla, in California, ha notato di “non aver mai visto una crescita così rapida di una variante“, da quando, ormai un anno fa, è emersa la versione originale di Omicron.

La variante Kraken, come si legge su Fanpage, è una forma mutata della prima sotto-variante Omicron XBB, dunque una “parente” della forma ibrida del coronavirus, nota anche come Gryphon.

Negli Stati Uniti, XBB e XBB.1.5 costituiscono il 44% dei casi di Covid: entrambe sono immuno-evasive (in grado di sfuggire al riconoscimento da parte degli anticorpi diretti contro le precedenti forme di Omicron). La nuova variante, inoltre, ha una più alta affinità per il recettore umano ACE2 (hACE2), una sorta di porta d’accesso per il virus nelle cellule, che corrisponde quindi a una più alta capacità infettiva.

Il soprannome Kraken arriva quindi proprio a causa queste sue caratteristiche che rendono la variante una delle più contagiose di sempre. XBB.1.5 è stata chiamata come il leggendario mostro marino del romanzo di Jules Verne, Ventimila leghe sotto i mari.

Nonostante ciò, i primi dati suggeriscono che Ktaken non causi forme di Covid più gravi di qualsiasi altra precedente variante Omicron. Come sostengono gli esperti, quindi, anche nel caso in cui si verifichi l’incremento delle infezioni, esso non sarà collegato a un drammatico aumento dei ricoveri o dei decessi, grazie all’alto livello di immunità raggiunto attraverso la vaccinazione e dalle guarigioni.

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