Ieri sera ho subito una discriminazione grassofobica al ristorante“. Inizia così il racconto condiviso su TikTok da Dalila Bagnuli, 23 anni, attivista femminista che si occupa di body positivity e fat acceptance e che combatte la grassofobia sui social.

In un tavolo vicino al mio c’erano tre ragazzi sui 25 anni che hanno iniziato a ridere di me. A fare dei gesti, a fissarmi, a indicarmi. Ad armeggiare con i telefoni. Mi fissavano e ridevano di me perché ero una donna grassa seduta al tavolo di un ristorante. La mia paura era che mi facessero dei video mentre mangiavo o delle fotografie e che poi, successivamente, li pubblicassero in rete. Per precauzione ho cambiato tavolo prima che mi arrivasse il cibo.

Dire che una persona è grassa non dovrebbe essere un'offesa

Questi ragazzi l’avevano riconosciuta per via di un video in cui sui social condannava la Boiler Summer Cup, una gara orribile in cui le ragazze grasse vengono umiliate in rete. Si è sentita “un fenomeno da baraccone“; è “stata male” come non stava “da tempo”. Dalila Bagnuli, che ormai era diventata il “bersaglio perfetto” della loro serata “inutile, che ora aveva un senso“, ha continuato:

Per le menti grassofobiche di queste persone, il mio corpo è una colpa. Per loro, io dovrei stare chiusa in casa, nascondermi, cercare di non farmi vedere in nessun modo possibile. O di cambiare il mio corpo in tutti i modi del mondo. Perché finché il mio corpo rimane così com’è non è degno di rispetto.

E ancora:

Nonostante fossero pienamente consapevoli del male che mi avrebbero fatto continuando a comportarsi in quel modo, a loro non importava. Non ero una persona, ero un pezzo di carne, un fallimento umano che andava preso per il culo.

Ma la critica non è rivolta solo agli atteggiamenti delle persone. In particolare, l’attivista ha sottolineato come alcuni slogan commerciali body positive, come: “Amati così come sei, perché finché non ti amerai tu, nessuno ti amerà per davvero“, siano vuoti, sbagliati e dannosi. “Puoi amarti finché vuoi, ma finché l’attenzione non si sposta dal singolo al sociale, la situazione non cambierà mai“, ha dichiarato nel suo video di denuncia, prima di ribadire che è proprio per questo che la body positivity deve rimanere un movimento sociale, politico e militante, senza essere ridotto a una mera frase utilizzata a scopo di lucro.

Tutte le persone si meritano di fare una cena al ristorante in tranquillità“, ha quindi concluso il racconto.

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