"Una brutta pagina di storia": Emma e Mika difendono il ddl Zan a X Factor

All'inizio della prima puntata live del talent di Sky, i due giudici hanno espresso il loro rammarico e la loro rabbia per l'affossamento del decreto contro l'omotransfobia, e per il comportamento dei politici in aula.

Non si ferma la discussione a proposito dell‘affossamento del ddl Zan, bloccato dal Senato nella giornata di mercoledì 27 ottobre. Sono molti i personaggi pubblici che, sul web o in televisione, hanno espresso pubblicamente il loro rammarico per quanto accaduto e il loro sostegno a favore di un disegno di legge che avrebbe dovuto tutelare i diritti di tutti e combattere ogni tipo di discriminazione. Tra questi anche i giudici di X Factor 2021 che, all’inizio del primo live (andato in onda la sera del 28 ottobre), hanno voluto dire la propria.

A prendere la parola è stata Emma, subito dopo l’opening della puntata e la presentazione dei giudici. La cantante ha usato parole dure, condannando il comportamento dei politici italiani in Senato:

“Mi dispiace di non poter festeggiare questa sera un passo avanti che aspettavamo e che riguarda tutti noi perché riguarda i diritti di tante persone. Le immagini che abbiamo visto ieri in Senato, quando è stato definitivamente bloccato il percorso del DDL Zan, sono state imbarazzanti e rimarrà una brutta pagina della nostra storia. Dicendo questo credo di poter parlare anche a nome dei miei colleghi al tavolo, in un programma che si è sempre impegnato e battuto contro ogni forma di discriminazione”.

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Proprio per l’edizione 2021 X Factor ha deciso di dare una svolta al format, eliminando le categorie e, di conseguenza, abbattendo le divisioni per età o per genere: niente più etichette o barriere, solo la musica e il talento dei concorrenti. Al discorso di Emma si è aggiunto anche Mika, che ha espresso tutta la sua rabbia nel vedere l’Italia fare un passo indietro in tema di diritti civili:

“Quello che abbiamo visto ieri non è l’Italia che io amo e soprattutto non è l’Italia che mi ha accolto e difeso in questi anni. Ma penso che là fuori ci sia ancora un’Italia che è capace di amare e di accogliere. Ed è quell’Italia che io scelgo e in cui voglio continuare a credere”.

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