Emanuele Loati e Maura Nardi sono due innamorati che hanno portato a termine il percorso per il cambio di sesso. Entrambi hanno infatti da poco ricevuto i nuovi documenti dal Comune di Recanati (Macerata), dove vivono.

Arrivare a questo punto per loro non è stato comunque semplice. Lei ha deciso di iniziare la transizione nel 2016, a 35 anni, quando soffriva di una malattia alla retina che l’aveva colpita poco più che maggiorenne e che l’ha costretta alla cecità. È stata la prima non vedente in Italia a fare questa scelta.

Ora che tutto sembra superato, Maura non esita a fare una constatazione che non può che apparire amara: “È stato più semplice convivere con la cecità che con l’incongruenza di genere. Non è stato facile, ma sono stata sempre accompagnata dalla consapevolezza e dalla convinzione che stavo facendo la cosa giusta” – sono state le sue parole a Il Resto del Carlino.

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Ed è stata proprio questa esperienza in comune a permettere loro di conocersi e successivamente di innamorarsi. Entrambi erano infatti iscritti a un gruppo Facebook dove si condividono informazioni, percorsi e numeri utili per la transizione di genere. Lui viveva a Lanciano, ma la voglia di costruire un futuro con Maura l’ha spinto a trasferirsi nelle Marche nel 2019.

Concluso il cambio di sesso, ora la coppia vorrebbe sposarsi e ha il desiderio di coronare questo legame con un figlio: “Noi ci consideriamo già una famiglia – sono state le parole di Maura -. Come famiglia pensiamo anche alla possibilità di avere dei figli, magari ricorrendo a una adozione. Per noi è una cosa naturale, ma siamo consapevoli che molti non la pensano così. La persona transessuale non deve essere vista come un fenomeno da baraccone, ma come la ragazza o il ragazzo della porta accanto”.

Emanuele e Maura sono ormai perfettamente integrati nella comunità recanatese, anche il sindaco, Antonio Bravi, si è già detto disponibile a celebrare le nozze: “Abbiamo tutti accolto con piacere questa decisione, non ci sono stati pregiudizi – ha detto il primo cittadino al quotidiano -. Se decideranno di celebrare le nozze in Comune lì sposerò io con immenso piacere. Siamo una comunità aperta a tutte le situazioni. Una città di cultura che va di paro passo con i cambiamenti”.

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