Nel novembre del 2020 Erika Hilton è diventata la prima donna trans eletta al consiglio comunale di San Paolo, in Brasile, e ha già mostrato a tutti di che pasta è fatta.

Erika è davvero un fiume in piena, capace di parlare con passione ed energia degli argomenti più disparati: dalla discriminazione verso le persone nere ai suoi ricordi d’infanzia: “Sono sempre stata così”, dice in un’intervista a TIME. “Da piccola la gente mi diceva di parlare più lentamente, ma non ci posso fare niente, è così che comunico”.

La Hilton afferma che il suo modo di fare energico deriva dall’essere cresciuta in mezzo a “donne molto forti” in un quartiere operaio ai margini di San Paolo. All’età di 14 anni viene cacciata di casa dai genitori dopo aver espresso la sua identità di genere.

Per sei anni ha vissuto per strada ed è sopravvissuta facendo la prostituta. “Penso che dopo l’esperienza dell’abbandono da parte della mia famiglia la mia voce sia diventata ancora più forte, ho sentito una spinta ad affermarmi sempre di più”, ha dichiarato Erika.

Questa 27enne dalla forza straordinaria è diventata un’attivista per i diritti delle persone transgender nel 2015, dopo che una compagnia di autobus privata le aveva negato il permesso di usare il suo nuovo nome per il biglietto. Nel 2020 ha ottenuto il posto al consiglio comunale, vincendo più voti di qualsiasi altra candidata donna nel Paese. A marzo è stata nominata presidente della commissione per i diritti umani, un ruolo che desiderava ardentemente per aumentare l’attenzione sul tema del razzismo e dei diritti LGBTQ. Afferma però di aver dovuto affrontare la resistenza “al mio nome e al progetto politico che rappresento” da parte di altri funzionari comunali.

In Brasile ogni 19 ore una persona LGBT viene uccisa per omofobia

Fin dai suoi primi giorni nel consiglio, Erika ha dovuto fronteggiare numerosi problemi legati all’inosservanza dei diritti civili. Nel 2020 gli omicidi di donne trans sono aumentati del 45%, con le donne nere che rappresentano circa i due terzi delle vittime. Gli attivisti affermano che questi crimini transfobici siano dovuti in gran parte all’elezione del presidente di estrema destra Jair Bolsonaro e ai suoi commenti omofobi e razzisti.

Dopo aver ricevuto minacce di morte, la Hilton ha dovuto modificare la sua routine quotidiana per tenersi al sicuro. “La mia presenza come giovane donna trans nera nelle sale del potere è indispensabile in questo momento, una dimostrazione che non ci faremo intimidire da questi attacchi”, ha affermato Erika.

Si guarda al futuro della lotta traendo ispirazione dal passato: “Traggo forza guardando indietro alle figure della storia, ai miei antenati”, ha detto la Hilton. “Anche loro hanno affrontato grandi sfide ma non si sono lasciati paralizzare dalla paura. Se rimani paralizzato, non potrai mai arrivare all’obiettivo”.

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