Più di 100 bambini morti in soli due anni mentre erano nelle cure dello Stato. È successo in Texas, dove quarantaquattro bambini sono morti nel 2020 e trentotto nel 2021 – tra cui due per complicazioni legate al Covid – mentre si trovavano nel sistema statale di assistenza all’infanzia. Ventidue bambini sono morti nei primi tre mesi di quest’anno, ovvero circa la metà dei decessi in ciascuno dei cinque anni precedenti.

A rivelarlo è un rapporto del DFPS – il Dipartimento Statale per la Famiglia e i servizi di protezione – realizzato in risposta a un’audizione del Comitato per i servizi umani della Camera.

Lo stato si è preso cura di 45.870 bambini nel 2021, quindi i bambini morti l’anno scorso rappresentano circa lo 0,08% dei bambini affidati allo Stato, una percentuale in linea con quella degli anni precedenti. Un dato che però, come vedremo, non è affatto rassicurante.

Ad essere veramente sconvolgente, però, non è – solo – il numero dei decessi, ma la loro incidenza rispetto a quella della popolazione generale. Secondo uno studio del Children’s Hospital di Philadelphia e dell’Università della Pennsylvania sul tasso di mortalità dei bambini nel sistema di affido negli Stati Uniti, i bambini in affido hanno il 42% di probabilità in più di morire, in gran parte indipendentemente dalla razza o dall’età.

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Non solo: confrontando i dati sulla mortalità dei bambini in affido con quelli della popolazione infantile generale tra il 2003 e il 2016, i ricercatori hanno anche scoperto che le morti di giovani in affido sono rimaste costanti durante questo periodo di tempo, mentre i decessi di bambini in generale negli Stati Uniti sono diminuiti del 2,5% ogni anno.

La maggior parte dei decessi elencati nel rapporto sono stati attribuiti a non meglio specificate «condizioni mediche preesistenti» o ad abusi subiti prima che i bambini entrassero nel sistema di affidamento.

Ma il report rivela anche molto altro. Sei bambini sono morti per annegamento. Sei bambini sono morti per suicidio. Un bambino è morto quest’anno per una ferita da arma da fuoco durante un inseguimento da parte delle forze dell’ordine. Tre sono morti per violenza fisica dopo essere scappati dai servizi di protezione dell’infanzia.

Il rapporto del DFPS arriva dopo una battaglia legale per riparare le storture del sistema di tutela dei minori texano che va avanti già dal 2011, principalmente a opera di Janis Jack, un giudice federale che supervisiona una causa che dura ormai da 11 anni contro il Texas per conto dei bambini affidati allo stato.

Soprattutto, però arriva dopo unprecedente rapporto di ben 387 pagine a cura di osservatori d’ufficio per gli enti statali preposti al sistema, pubblicato nel maggio 2021 per far luce su questi decessi, in particolare dopo le accuse di abusi sessuali presso The Refuge, una struttura di affidamento statale a Bastrop.

Un rapporto che già mostrava come dei 23 bambini morti nel sistema di affidamento a lungo termine del Texas dall’estate 2019, sei fossero morti a causa di negligenza o abuso da parte dei caregiver, uno fosse sospettato di essere morto per abuso mentre altri cinque decessi erano ancora sotto inchiesta.

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E, sebbene descrivesse in dettaglio «alcuni progressi» che le agenzie statali avevano compiuto per migliorare l’affidamento, affermava che «persistono gravi rischi di danni ai bambini». In precedenza, Jack aveva ordinato allo stato di smettere di mettere i bambini in posti che «creano un rischio irragionevole di gravi danni», se secondo il rapporto lo stato «sembra averlo fatto ripetutamente, con conseguenze gravi e dannose per i bambini a lui affidati». E che già un anno fa, durante l’udienza, aveva ripetuto:

È la sicurezza di questi bambini che è in gioco qui. Questa è la cosa più importante che abbiamo… e mi aspetto che il Texas rispetti i suoi doveri di proteggere questi bambini.

Aspettative che, a vedere i numeri dei decessi che si ripetono inesorabili anno dopo anno, sono state disattese ancora una volta.

Articolo originale pubblicato il 4 Maggio 2022

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