Fase 2: riaprono i parchi ma non le aree gioco. Cosa possono fare i bambini - Roba da Donne

Fase 2: riaprono i parchi ma non le aree gioco. Cosa possono fare i bambini

Con l'inizio della Fase 2, i cittadini potranno nuovamente accedere a parchi e giardini pubblici. Resteranno tuttavia chiuse le aree dedicate ai giochi dei più piccoli. Cos'è, quindi, che potranno fare i bimbi dal 4 maggio?

A partire dal prossimo 4 maggio, secondo le disposizioni contenute nell’ultimo DPCM presentato dal Premier Giuseppe Conte, ai cittadini sarà consentito l’ingresso in parchi, giardini pubblici e, in generale, nelle aree verdi controllate.

La decisione finale, tuttavia, spetta ai sindaci dei singoli Comuni che avranno la facoltà di chiudere le suddette aree, attraverso un’ordinanza, qualora il rischio di contagio dovesse essere alto.

Naturalmente anche per quanto riguarda gli spazi aperti sarà obbligatorio il rispetto del distanziamento sociale e del divieto di assembramento: le Amministrazioni locali dovranno occuparsi di far rispettare tutte le misure anti-contagio anche grazie all’impiego di personale ad hoc che dovrà controllare gli accessi.

La riapertura dei parchi e dei giardini pubblici sarà un passo fondamentale per i bambini, per preservare la loro salute psicologica dopo oltre due mesi di isolamento domiciliare. Tuttavia, nell’articolo 1 del DPCM, alla lettera e, viene chiaramente specificato che – almeno per il momento – le aree attrezzate per il gioco dei bambini resteranno chiuse. Cosa potranno fare quindi i più piccoli? Senza scivoli, altalene e altre giostre (e con il divieto assoluto di assembramento), ai bambini sarà limitatamente concesso di fare una passeggiata insieme a un adulto.

In questi giorni, tuttavia, insieme ai Comuni, le Regioni e le Province, i Ministri Elena Bonetti (Famiglia e Pari Opportunità), Lucia Azzolina (Istruzione) e Vincenzo Spadafora (Sport) sono a lavoro per sviluppare dei protocolli che garantiranno il diritto al gioco dei più piccoli, preservandone al contempo la salute.

Lo step successivo, secondo le linee guida suggerite da pediatri, pedagogisti e psicologi dell’infanzia, sarà quello di riaprire i centri estivi e, appunto, l’installazione di aree per giochi individuali in parchi e giardini. Il piano, supportato con uno stanziamento da 35 milioni, prevede due avvisi pubblici “Educhiamo” e “Giochiamo” con i quali verranno concretizzati i progetti proposti per rendere meno dura la convivenza con il Covid-19.

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