Il feto nel ventre di plastica in passerella. Il messaggio di Amanda Colares Silva

Alla sfilata di una delle più prestigiose scuole di moda del mondo, la stilista brasiliana Amanda Colares Silva ha mandato in passerella una modelal che sfoggiava un ventre di plexiglass, dentro cui si intravedeva la riproduzione realistica di un feto. E le polemiche non sono mancate.

Tra le creazioni che hanno sfilato in passerella, a fine maggio, realizzate dagli studenti della BA Fashion di Central Saint Martins, una delle più prestigiose scuole di moda e design al mondo, a far più discutere è stata senza dubbio quella portata in scena dalla stilista brasiliana Amanda Colares Silva, che ha fatto sfilare una ragazza con top lilla e gonna a sbuffo celeste con una vistosa semisfera in plexiglass dentro cui si intravedeva un iperrealistico feto.

La gravidanza, anche esibita in maniera evidente, dovrebbe essere sdoganata ormai da tempo; dovrebbero essere lontani i tempi in cui il finto pancione portato da Loredana Bertè sul palco di Sanremo destabilizzava e scandalizzava il pubblico, e recentemente Rihanna e Adriana Lima hanno dato il la a una moda che trova nel pancione lasciato nudo e in bella vista il suo culmine. Eppure c’è ancora chi trova, nell’immagine di una donna che non nasconde il ventre sotto abiti ampi, qualcosa che va contro il buon gusto o persino il pubblico pudore.

E proprio questo, in fondo, è ciò che ha spinto Colares Silva a portarlo in passerella, non solo evidente ma addirittura così come lo si vedrebbe dall’interno. Il suo è un messaggio di vicinanza a tutte le donne del mondo, spesso sottovalutate, ignorate, discriminate, non solo come madri, ma proprio in quanto donne.

Non sottovalutate una donna – scrive nel post – solo perché è una donna, solo perché la sua voce è più alta o i suoi piedi più leggeri; solo perché le sue gambe sono più strette; è una combattente, più di quanto immaginiate.

Naturalmente, non tutti e tutte hanno compreso il significato della sfilata di Amanda Colares Silva, e c’è chi semplicemente l’ha ridotta a una mera velleità esibizionistica, della serie ” bene o male, purché se ne parli”. In realtà, l’intero progetto della giovane stilista è basato sul desiderio di trovare significati più profondi alle sue creazioni. Non si tratta, infatti, di abiti indossabili, quanto di abiti che devono lasciare qualcosa nello spettatore.

Anche su questo look, ad esempio, dove la modella ha portato una riproduzione davvero realistica di un bambino realizzata in vinile, ha una spiegazione ben precisa, che ha a che fare con la fede.

Terzo look: ‘Il bambino interiore’.

Il bambino interiore rappresenta una combinazione di concetti che derivano dal mio rapporto personale con Dio. Mi vedo come una bambina, una figlia del mio creatore. L’adulto che indossa il busto del bambino è un simbolo del mio sentirmi combattuta, durante l’adolescenza, che è anche la fase della mia vita in cui ho incontrato Cristo, tra l’essere ancora bambina e il diventare adulta. La fase infantile della vita è una stagione vulnerabile, essenziale e meravigliosa e rappresenta spiritualmente il luogo in cui voglio dimorare per sempre. Un bambino dipende dal proprio genitore, così come io dipendo da Dio.

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