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Fiocco di neve, il bimbo che commuove la Cina: 4 km al gelo per arrivare a scuola

"Fiocco di neve" è un bimbo di 10 anni arrivato a scuola semiassiderato dopo aver percorso 4 km al gelo sotto la neve: si tratta di un bimbo che vive coi nonni in una zona rurale mentre i genitori si sono trasferiti in città per lavorare.
fiocco di neve

AGGIORNAMENTO – Il piccolo è stato invitato con papà e sorellina a Pechino, ospite del Partito:  è arrivato in aereo, ha visitato Tienanmen, ripreso dalle telecamere della tv di stato, e ha raccontato di essere rimasto stupito dal caldo della città: “La stanza dove ho dormito è così tiepida che ho dovuto mettere solo una maglia e stavo bene, un miracolo” ha raccontato al The Beijing NewsA seguire è stato portato in Polizia – perché lui da grande vorrebbe fare il poliziotto – ha indossato un elmetto e un giubbotto antiproiettile e infine gli stato insegnato il saluto militare. Intanto il padre è stato richiamato al villaggio: a lui è stato offerto un salario superiore rispetto a quello che percepiva nel cantiere di città, lontano dalla sua casa.

È una storia commuovente quella di un bimbo cinese di 10 anni, Wang Manfu, che è stato ribattezzato “Fiocco di neve” per i suoi capelli ghiacciati. “Mi sono reso conto di aver dimenticato cappello e guanti quando ormai ero arrivato a metà strada” ha raccontato ad una tv locale il piccolo che è giunto a scuola semiassiderato dopo aver percorso 4 km al gelo (-9 gradi) sotto la neve. È stato un maestro della scuola elementare frequentata dal bimbo, nella contea di Ludian nello Yunnan,  ovvero in una zona rurale del paese, a diffondere la foto di Manfu e a far conoscere a tutto il mondo la condizione in cui sono costretti a vivere e a muoversi alcuni alunni.

Una foto che serve ad accendere i riflettori su un problema della Cina, quello che porta i genitori a lasciare le zone rurali per emigrare verso le grandi città così da trovare un posto di lavoro dignitoso, lasciando i figli coi nonni nei piccoli paesi di campagna. In Cina i cosiddetti “lioshou”, ovvero i bimbi “lasciati indietro”, sarebbero oltre 17 milioni, un numero impressionante. “Dal 2013 stiamo cercando di migliorare le condizioni della scuola, della mensa e del cortile dove i ragazzi vanno a giocare ma non siamo in grado di tenere al caldo i bimbi perché non abbiamo abbastanza soldi per il riscaldamento” ha ammesso il preside della scuola frequentata da “Fiocco di neve”. 

Intanto si sono visti i primi effetti: è stata lanciata una campagna di raccolta fondi organizzata dalle associazioni di volontariato dello Yunnan che hanno già raccolto circa 100mila Renminbi, ovvero 15mila dollari, oltre ai 300mila arrivati solo nelle ultime ore. Una vera e propria gara di solidarietà per aiutare quei bimbi che devono affrontare il gelo per raggiungere le scuole. Solo a Zhaotong City, capoluogo della contea di Ludian, ci sarebbero oltre un milione di persone che vivono sotto il livello di povertà e tra questi ci sarebbero quasi 140mila bambini che frequentano ancora le scuole elementari, secondo i dati forniti dall’amministrazione locale.

Il sogno di “Fiocco di neve”? “Diventare poliziotto e andare a studiare all’università di Pechino” ha concluso.

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