Sono stati arrestati 86 dipendenti di aeroporti nazionali ritenuti responsabili di furti nei bagagli dei passeggeri. 49 le misure cautelari emesse nei confronti di dipendenti Alitalia-Cai a Fiumicino durante l’operazione della Polizia di Stato. 

19 addetti alle operazioni di handling sono ora agli arresti domiciliari, ad altri 30 operai è stato notificato l’obbligo di firma. Le indagini condotte dall’ufficio di polizia di frontiera aerea di Lamezia Terme hanno riguardato oltre 100 episodi di furto, tentato furto e danneggiamento.
Le indagini sono durate oltre un anno.

L’operazione, denominata «Stive pulite», vede impegnati circa 400 uomini della Polizia di Stato dei diversi uffici di frontiera aerea interessati all’esecuzione delle misure cautelari.
Gli autori dei furti rischiano pene fino a 6 anni di reclusione, oltre che la perdita del posto di lavoro. 
L’attività di indagine, effettuata in stretta sinergia con gli investigatori della Polizia di Frontiera di Lamezia Terme, oltre che agli arresti eseguiti nella Capitale, ha permesso di assicurare alla giustizia altri 37 dipendenti infedeli di altre società di handling di cui si avvale Alitalia in altri scali per analoghi reati commessi in diversi aeroporti nazionali.


La compagnia Alitalia ha affermato: “La Direzione Sicurezza di Alitalia, nel corso del 2012, ha attivamente collaborato con la Polizia di frontiera di Fiumicino e di Lamezia Terme nello studio, nello sviluppo e nella conduzione di una articolata attività investigativa avente come obiettivo l’individuazione dei responsabili di numerosi furti che, in forma sempre più invasiva, si sono registrati sui bagagli dei passeggeri Alitalia”
La tratta Roma Fiumicino – Lamezia Terme era risultata la più colpita dal fenomeno che successivamente si è esteso anche ad altri scali nazionali che, seppur in forma minore.

 

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