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Galleria: La Barbie astronauta di Samantha Cristoforetti: le bambine devono sognare senza limiti

La Barbie astronauta di Samantha Cristoforetti: le bambine devono sognare senza limiti

La Barbie astronauta di Samantha Cristoforetti: le bambine devono sognare senza limiti
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Ruth Handler, verso la fine degli anni ’50, aveva un’idea ben precisa: creare una bambola che potesse far sognare le bambine di tutto il mondo di poter diventare quello che desideravano. E così, da questa idea, è nata la Barbie, una piccola rivoluzione femminista al passo con i tempi (nonostante tutte le controversie sulle sue dimensioni da donna, diciamocelo, non molto reale).

La bambola, infatti, era sconvolgente per l’epoca. Per la prima volta (correva l’anno 1959) rappresentava una donna adulta e la sua creatrice si imponeva, con coraggio, in un ambiente quasi esclusivamente maschile.
Oggi, quasi 70 anni dopo la sua nascita, Barbie riesce ancora a sorprendere e a portare avanti la sua battaglia contro le discriminazioni di genere.

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In occasione della Giornata mondiale delle bambine e delle ragazze, che si celebra annualmente l’11 ottobre, la Mattel ha lanciato la bambola con le sembianze di Samantha Cristoforetti, eccellente astronauta nonché prima donna italiana negli equipaggi dell’Agenzia Spaziale Europea.

Dopo averne ricevuta una, come riportato da Wired, l’astronauta italiana ha dichiarato:

“Sono molto contenta che oggi le Barbie rappresentino proporzioni fisiche realistiche e dimostrino che tutte le esperienze professionali sono accessibili alle donne così come agli uomini. Spero sia d’ispirazione per far capire alle bambine che devono sognare senza porsi limiti che non hanno ragione di essere“.

Ma non è la prima bambola a esser stata creata con le sembianze di una donna reale. Con la campagna #MoreRoleModels, lanciata l’8 marzo, la casa produttrice si impegnava per rappresentare al meglio la realtà contemporanea introducendo bambole dalle differenti fisionomie per celebrare l’unicità di ogni donna.

Le prime 17 bambole della campagna, tra cui grandi nomi di donne come Frida Khalo e Patty Jenkins, avevano lo scopo di rappresentare donne di successo in diversi ambiti. Tra di esse anche l’italiana Sara Gama, capitano della Nazionale Femminile di Calcio e della Juventus, negli abiti della sua squadra.

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La Barbie, disponibile oggi in più di 180 professioni diverse, ha smesso di essere solo un giocattolo da vestire con abiti eleganti ed è diventata qualcosa di più. La bambola più famosa al mondo veicola un messaggio importante: ogni bambina può sognare di diventare ciò che più desidera, una donna di scienza o un’eccellenza sportiva, una pittrice, una rock star o una mamma. Non ci sono limiti e la lotta contro i pregiudizi di genere continua.

Per vedere la nuova versione di Barbie AstroSamantha sfogliate la gallery in alto.