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"Animalista, vegana: te la scoperesti lo stesso": gli insulti a Giulia Innocenzzi

Giulia Innocenzi finisce al centro di una vignetta satirica su Facebook, accompagnata da insulti osceni: lei risponde così.

“Animalista, vegana: te la scoperesti lo stesso”: gli insulti a Giulia Innocenzzi

"Animalista, vegana: te la scoperesti lo stesso": gli insulti a Giulia Innocenzzi
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Va a finire che se sei donna, soprattutto se piacente, e dotata di mente pensante i rischi che corri sono due: attirare le antipatie di quella parte, almeno, che fatica a nutrire ammirazione ed empatia sincere per le capacità di esseri appartenenti al proprio sesso o attirare gli insulti di una sottospecie di uomini, che mortificano ogni donna a mero oggetto sessuale.

In entrambi i casi la fonte dei commenti o insulti, in genere, manca di fantasia e, in un buon 95% dei casi, si rifà sempre alla sfera “sesso e dintorni”. Come se questa storia della donna che ha ideali, interessi e convinzioni proprie fosse troppo dura da mandar giù, e, sentendosi sminuite nel profondo, certe persone – uomini, ma purtroppo anche donne – non trovassero altro sfogo plausibile che metafore, allusioni e insulti di stampo esplicitamente sessuale.

Dopo Selvaggia Lucarelli, cui sono stati rivolti insulti decisamente scioccanti in seguito alla difesa, che può piacere o non piacere ma questa è un’altra storia, di Gene Gnocchi per la battuta su Claretta Petacci, stavolta a finire nel mirino degli haters di Facebook è stata Giulia Innocenzi.

L’ex collaboratrice di Michele Santoro e direttore editoriale della testata online Giornalettismo è finita al centro di quello che doveva essere un meme satirico, sulla pagina Facebook Sesso, droga, vitalizio: la sua fotografia era accompagnata dalla didascalia “Comunista, femminista, antiberlusconiana, animalista, vegana, raccomandata da Santoro. Te la scoperesti lo stesso”.

Se già la battuta è di un gusto discutibile – per usare un eufemismo –  e chi la difende in nome della satira offende la satira vera, i commenti che sono seguiti al post pubblicato dalla pagina rasentano un livello di misoginia e volgarità imbarazzante, riflettendo in pieno quello che sembra a tutti gli effetti essere sintomatico di un complesso di inferiorità che trova la propria valvola di sfogo unicamente nell’immaginare donne intente a compiere atti sessuali o in posizioni da Kamasutra.

Per la Innocenzi vale il discorso fatto in precedenza per la Lucarelli: può piacere o no, possono piacere o meno le sue opinioni politiche, etiche, morali, può suscitare antipatia a priori o venire giudicata semplicemente detestabile. Bene, tutto questo è lecito e consentito: diversamente, è terribilmente sconfortante notare di continuo come il “confronto” si giochi sempre sui termini del “ma vai a fare bocchini che è meglio”, “muori” o simili. Spesso il commento viene scritto nella logica di accalappiare like o risate facili, in un atteggiamento goliardico da maschio alpha o femmina che asseconda questa mentalità arcaica e nasconde sempre, di fatto, una mancanza desolante di altri strumenti di discussione: così l’unico appiglio per sfogare rabbia e frustrazione verso “una che proprio non ci va giù” è attraverso l’insulto gratuito. Che, guarda caso, finisce sempre con un’allusione a luci rosse.

La risposta di Giulia Innocenzi alla pagina, e a tutti i suoi commentatori, è stata degna di una donna che viene “odiata” per la sua intelligenza: intelligente.

Donne, andate a vedere se fra loro c’è il vostro flirt, amante, fidanzato – ha scritto Giulia nel post in cui ha salvato tutti gli screenshot dei commenti, dopo che quello originale della pagina era stato “provvidenzialmente” cancellato – Se sì, fate l’unica cosa sensata: SCARICATE IMMEDIATAMENTE QUESTO SEGAIOLO CHE NON MERITA DI GUARDARE UNA DONNA NEANCHE COL BINOCOLO.

Chapeau.

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