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Giubbotti pieni di sabbia per i bambini iperattivi a scuola: è bufera

I promotori di questa iniziativa - che sta facendo discutere - sostengono di aver notato un miglioramento nei ragazzi affetti dall'Adhd, ovvero un disturbo da deficit di attenzione e iperattività. Ma è polemica.
giubbotti pieni di sabbia

È polemica in Germania per la decisione di adottare, in circa 200 scuole, dei giubbetti pieni di sabbia da far indossare ai bambini iperattivi. Lo riportano i media tedeschi, come riferisce l’agenzia di stampa Ansa.it che ne dà notizia in Italia. I promotori di questa iniziativa – che sta facendo discutere – sostengono di aver notato un miglioramento nei ragazzi affetti dall’Adhd, ovvero un disturbo da deficit di attenzione e iperattività. La misura è stata adottata per la prima volta dalla scuola Grumbrechtstrasse nel distretto di Amburgo, in Germania, e ha già coinvolto 200 istituti scolastici. Ed è solo l’inizio.

Secondo le scuole che stanno già usando questo metodo assai discusso, si tratterebbe di un “modo più delicato e meno complicato” di affrontare un fenomeno in aumento in Germania. Per alcuni genitori, è doveroso precisare, che si tratta quasi di “una tortura”: perché costringere i bambini ad indossare un giubbotto pieno di sabbia? È davvero educativo? Che risultati si sono registrati fino ad ora? Funziona davvero? Diverse le domande a cui, al momento, non ci sono risposte certe.

I gilet imbottiti, tra l’altro, possono arrivare a pesare fino a 6 kg costando tra i 140 e i 170 euro. “I bambini adorano indossare i giubbotti e nessuno li costringe ad indossarli” ha spiegato Gerhild de Wall, capo dell’unità per l’inclusione della scuola tedesca che ha deciso di lanciare quest’idea dopo un viaggio negli Stati Uniti dove indumenti di questo tipo vengono utilizzati regolarmente per aiutare i bimbi affetti da autismo. Un’idea che ha deciso di applicare nel suo Paese.

Metodi discutibili, che alcuni genitori contestano, ma che fortunatamente sono lontani dalle “torture” utilizzate da taluni maestri come accaduto al Pigneto dove alcuni bambini sarebbero stati vittime di parolacce, botte, insulti, intimidazioni, espliciti riferimenti sessuali e punizioni corporali come il “lancio del bambino sul materassino”. Un vero e proprio nido-lager.