Sette anni e due mesi di carcere per aver prelevato forzosamente otto oviciti a un’infermiera spagnola, 23enne di origine marocchina senza il suo permesso nell’aprile 2016 presso la clinica Matris di Milano. È questa la condanna i giudici, dell’ottava sezione penale del tribunale di Milano, hanno inflitto al ginecologo romano Severino Antinori: pioniere della fecondazione assistita. Per lui la Procura aveva chiesto nove anni, l’imputato al momento della lettura della condanna non era in aula perché, a quanto riferiscono i suoi legali, non sta bene.

Ai Magistrati la giovane infermiera aveva raccontato come fosse stata immobilizzata, sedata e costretta a subire l’espianto. Alla donna erano stati promessi 7mila euro e per questo motivo inizialmente avrebbe dato il consenso, l’infermiera poi si è opposta perché la religione mussulmana non permette queste pratiche. È così che Antinori e alcuni suoi collaboratori l’avrebbero presa con la forza, sedata e portata in sala operatoria. “Mi ha fatto una puntura e poi non ricordo più niente” disse la giovane donna durante la sua deposizione in Aula, i giudici hanno previsto un risarcimento di 15mila euro.

Per Antinori è disposta anche l’interdizione dalla professione medica per 5 anni e 6 mesi e i legali appena dopo l’udienza ai cronisti presenti in Tribunale dicono: “Il professore non è giovane, ha più di 70 anni e sicuramente con l’interdizione avrà delle difficoltà ma il professore è forte e si rialzerà”.

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I Magistrati hanno anche disposto la confisca degli embrioni e resta sotto sequestro la clinica fino alla sentenza definitiva. Insieme ad Antinori sono stati condannati anche tre suoi collaboratori accusati di estorsione, una dipendente della Matris invece è stata assolta. In aula era presente l’anestesista che è stato condannato a 5 anni e 6 mesi che commenta la sentenza così: “Gli Italiani devono sempre pagare.Questo è il problema, noi italiani non contiamo più niente.”

Antinori ha sempre respinto le accuse dicendo di essere stato infangato più volte, probabilmente vista l’età sconterà la pena ai domiciliari. I legali del Professore hanno già annunciato il ricorso.

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