Dopo  una serie incredibile di riconoscimenti come attrice, culminati con il Premio Oscar per Monster’s Ball nel 2002, Halle Berry ha deciso di mettersi alla prova come regista, “auto-dirigendosi” in Bruised, la storia di una combattente di arti marziale miste caduta in miseria, Jackie Justice, che deve tornare in carreggiata soprattutto per recuperare l’affidamento del figlio di sei anni.

Il film, presentato al Toronto Film Festival nel 2020, debutterà su Netflix il 24 novembre prossimo; a proposito di questo nuovo impegno, recentemente Halle ha rivelato, nel corso di un’intervista per EW, qual è stato il peggior consiglio che abbia mai ricevuto nella sua vita.

Il peggior consiglio che mi è stato dato è stato, ‘Avere un piano di riserva’, perché se hai un piano di riserva, è probabile che cadrai nel tuo ‘piano di riserva’ – dice – Se hai davvero un sogno, devi indossare i paraocchi, avere un solo obiettivo, e devi essere implacabile nel perseguirlo. Quindi, quando mi è stato detto, ‘Preparati un piano di riserva’, ho detto, ‘Fanculo! Non avrò un piano di riserva’.

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Berry però spiega anche di aver ricevuto saggi suggerimenti.

Ad esempio di ‘marciare al ritmo del mio tamburo’, fare la mia gara. Penso che questi siano stati davvero consigli importanti nella vita, perché è facile distrarsi guardando quello che fanno gli altri. E mi è stato anche detto, ‘Non paragonarti mai’. Queste sono cose che penso,  siano state davvero fondamentali negli ultimi 30 anni, nella mia capacità non solo di trovare il successo, ma di trovare pace quando ho deciso di intraprendere questo percorso.

Non solo regista, però: Halle ha già in cantiere un altro film come protagonista, Moonfall, di Roland Emmerich, in uscita nel 2022. Per il suo ruolo in Bruised si è preparata duramente, svegliandosi ogni giorno alle 5 del mattino per allenarsi e rompendosi persino due costole durante la realizzazione di una scena con la co-protagonista,  Valentina Shevchenko. Ciononostante, naturalmente, non si è fermata.

Non volevo fermarmi perché mi preparavo da così tanto tempo – ha detto a Variety –  Avevamo provato; eravamo pronti. Quindi la mia mente, la mente della me  regista, era solo: andare avanti. E ho continuato: ‘Non mi fermerò. Sono arrivata troppo lontano. Mi comporterò come se non facesse male.

Sa anche che il suo nuovo ruolo di regista potrebbe avere un peso, nella narrazione femminile a Hollywood, insieme alle voci di molte altre registe, che si stanno facendo strada per spezzare il male gaze.

Sento decisamente che ci sarà un punto di svolta. Sono più incoraggiata dal fatto che come donne ci sentiamo abbastanza sicure da raccontare le nostre storie. E c’è un posto per noi per raccontare le nostre storie. Per così tanto tempo, le nostre esperienze sono state raccontate solo attraverso la prospettiva maschile.

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