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"I gay infettano il mondo": il manifesto choc davanti al liceo di Milano

"Gay: c'è poco da essere pride": ecco il manifesto omofobo apparso nei pressi del liceo Leonardo da Vinci di Milano con i classici stereotipi e le mezze verità che hanno fatto da base per la discriminazione nei confronti delle persone LGBT. 

Un manifesto omofobo è apparso sul muro esterno del liceo Da Vinci di Milano, il titolo chiaro “Gay, c’è poco da essere pride” e una sfida di dati pseudoscientifici per sostenere la tesi che l’omosessualità porta “un mare di malattie” con frasi come “I malati di Aids sono 40 volte di più tra i gay che tra gli etero” oppure “Dall’ultimo gay pride di Amsterdam i casi di epatite A sono quintuplicati in Italia”. La scelta della scuola non è avvenuta a caso, il liceo milanese infatti aveva ospitato una conferenza studentesca – criticata da alcuni docenti – sui diritti del mondo LGBT.

L’autore del manifesto, rimasto anonimo, ritiene l’omosessualità la causa per cui si sarebbero quintuplicati i casi di epatite, sarebbero aumentati parassiti, verruche, batteri e i suicidi sarebbero aumentati del 40%. Un episodio omofobo che crea caos e disinformazione su un tema centrale e serio come l’orientamento sessuale: il testo ripropone i classici stereotipi e le mezze verità strumentali che negli anni hanno fatto da base per giustificare la discriminazione nei confronti delle persone LGBT.

La denuncia del gesto arriva dal Circolo per la cultura omosessuale Mario Mieli che ha fotografato il manifesto e commentato la vicenda su suo sito. Sebastiano Secci, presidente del Circolo, ha commentato al Corriere della Sera: “Questo orribile episodio si inserisce in un clima politico che sta pericolosamente virando verso odiose posizioni di divisione, intolleranza e chiusura, con l’emersione di spinte fasciste e reazionarie che preoccupano tutte e tutti noi. Dipingere la comunità Lgbt come un gruppo di ‘untorì’ vuole proprio aumentare la diffidenza e il discredito nei nostri confronti agli occhi della collettività. Noi non ci stiamo. Il nostro movimento lavora da decenni per diffondere una cultura della sessualità libera e responsabile, lavorando con dedizione per informare tutti i cittadini sulle infezioni sessualmente trasmissibili che, spiace doverlo ricordare nel 2018, a differenza degli omofobi, non discriminano in base all’orientamento sessuale.”

Questo il testo completo:

“GAY: C’È POCO DA ESSERE PRIDE…

Come infettare il mondo con un mare di malattie legate ai comportamenti omosessuali

  • I malati di AIDS sono 40 volte di più fra i gay che fra gli etero
  • I rapporti omosessuali incrementano di 19 volte il rischio di contrazione del virus HIV – AIDS
  • L’ISS e l’ECDC segnalano che dall’ultimo Gay Pride di Amsterdam (Europride) i casi di Epatite A sono quintuplicati in Italia
  • L’80% dei pazienti sifilitici sono omosessuali
  • La gonorrea affligge il 14% degli omosessuali
  • Un terzo degli omosessuali è infettato dal virus attivo herpes simplex ano-rettale
  • La clamydia infetta il 15% degli omosessuali
  • L’amebiasi, una malattia parassitica, affligge il 32% degli omessuali
  • La giardiasi, un’altra parassitosi, colpisce il 14% degli omosessuali
  • Altri studi hanno messo in evidenza elevate e anormali percentuali di epatite A, di epatite B, di cancro alla prostata, di colite, di enterite, di proctite e di proctocolite nei maschi omosessuali
  • PAPILLOMA VIRUS, il 60% dei gay senza HIV e più del 90% di quelli con HIV sono portatori dell’HPV nel canale anale
  • L’11% degli omosessuali ha verruche anali
  • La sepsi ano-rettale, un’infezione batterica potenzialmente tossica, è quattro volte più comune nei maschi omosessuali che tra gli eterosessuali
  • Secondo un altro studio, “la prevalenza di EBV tipo 2 (il virus Epstein-Barr tipo 2) fra i maschi omosessuali è significativamente più alta (il 39% contro il 6%) di quanto lo sia tra gli eterosessuali”
  • Il tasso di suicidi nelle persone omosessuali e transessuali è 40 volte superiori a quello degli eterosessuali.”

I dati e le percentuali fornite dall’autore anonimo di questo manifesto sollevano non pochi dubbi, ma anche a fronte di una loro ipotetica veridicità ci sarebbe da chiedersi quale sia l’obiettivo di questa persona, così preoccupata dal “mare di malattie legate ai comportamenti omosessuali”, che a seguito di una “conversione” non farebbero altro, secondo la logica dell’autore, che “infettare” anche il mondo etero. Ma forse è l’ultimo punto a rappresentare meglio l’insensatezza di tutto ciò, in cui si denunciano l’alto numero di suicidi della comunità LGBT, facendo finta di non sapere che a causarli sono proprio i gesti di intolleranza, come questo manifesto, perché  nel 2018 i gay non possono essere ancora dipinti come untori, non si può permettere che passi un messaggio così anacronistico, offensivo e completamente sbagliato.

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