Il caso Lively-Baldoni è chiuso: Nessun vincitore, solo un accordo (senza risarcimento).

La battaglia legale su "It Ends With Us" si è conclusa a maggio 2026 con un colpo di scena. Tra accuse di molestie, diffamazioni da 400 milioni e l'ombra di Ryan Reynolds, ecco perché questa "pace" forzata non convince nessuno.

Dopo quasi due anni di fango mediatico, tribunali e red carpet disertati, è arrivata la parola fine sul caso che ha diviso il web. Blake Lively e Justin Baldoni hanno raggiunto un accordo extragiudiziale, evitando un processo pubblico che sarebbe dovuto iniziare il prossimo 18 maggio. Ma, come spesso accade in queste storie, il “vissero felici e contenti” è solo un’illusione da ufficio stampa.

L’ultimo aggiornamento: un accordo a “zero euro”

Le notizie trapelate nelle ultime ore (confermate da Rolling Stone e Variety) aggiungono un dettaglio fondamentale: non c’è stato alcun risarcimento economico. Nonostante Baldoni avesse chiesto inizialmente 400 milioni di dollari per diffamazione e la Lively avesse intentato una causa per ambiente di lavoro tossico e molestie, le due parti hanno deciso di “pareggiare”.

Perché questo è importante? Per molte analiste, un accordo senza scambio di denaro suggerisce che entrambe le parti avessero troppo da perdere. Se le accuse di Blake fossero state provate, Baldoni avrebbe pagato caro; se le accuse di diffamazione di Baldoni contro la “power couple” Lively-Reynolds fossero state solide, il risarcimento sarebbe stato milionario. Invece, si è scelto il silenzio.

Le macerie di un’accusa pesante

Il punto più doloroso dell’aggiornamento riguarda l’archiviazione , avvenuta poche settimane fa per motivi procedurali, delle accuse di molestie sessuali mosse dalla Lively. Il giudice ha chiarito che l’archiviazione non significa “innocenza” di Baldoni, ma che i termini del contratto di Blake come “collaboratrice esterna” non permettevano di procedere secondo quelle specifiche leggi sul lavoro.

Questo solleva una questione: com’è possibile che nel 2026 una donna, seppur potente come Blake Lively, faccia fatica a trovare tutela legale per molestie a causa di cavilli contrattuali?

Il comunicato congiunto: Parole di facciata?

Ieri sera è stato rilasciato il comunicato ufficiale firmato da entrambi:

Riconosciamo che il processo ha presentato delle sfide e riconosciamo che le preoccupazioni sollevate dalla signora Lively meritavano di essere ascoltate. Restiamo impegnati per ambienti di lavoro liberi da comportamenti inappropriati.”

Parole che sanno di tregua armata. Baldoni si dice “soddisfatto”, mentre la Lively ha ancora in sospeso una richiesta tecnica per il rimborso delle spese legali.

Il ruolo di “Nicepool” e la controffensiva di Baldoni

Tra le follie emerse nei documenti legali, c’è anche la conferma che Baldoni ha tentato fino all’ultimo di dimostrare come la Lively e Ryan Reynolds avessero usato il personaggio di “Nicepool” in Deadpool & Wolverine come una parodia offensiva volta a ridicolizzare lui e la sua società di produzione. Un dettaglio che aggiunge un tocco di surrealismo a una vicenda già amarissima.

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