
Bonus asilo nido 2026: requisiti e come richiederlo
Asilo nido e bonus mamme lavoratrici: cosa sapere su questa misura del welfare che viene incontro ai genitori e alle genitrici che lavorano.

Asilo nido e bonus mamme lavoratrici: cosa sapere su questa misura del welfare che viene incontro ai genitori e alle genitrici che lavorano.

Si tratta di una misura del welfare statale, predisposta ed erogata dall’Inps, al fine di ottenere un contributo a mo’ di rimborso per i bambini e le bambine sotto i 3 anni che frequentano un asilo nido, e che quindi sono ancora ben lontani dal frequentare una scuola dell’obbligo o anche la scuola dell’infanzia.
Il bonus asilo nido 2026 è rivolto quindi ai genitori con figli e figlie di età inferiore ai 3 anni – è una misura valida fino all’agosto dell’anno in cui si compiono i 3 anni. Tra i genitori che possono fare la domanda ci sono anche cittadini e cittadine extra Ue residenti in Italia con regolare permesso di soggiorno.

Il bonus asilo nido 2026 può arrivare ad ammontare fino a 3600 euro all’anno, in base all’Isee posseduto dalla famiglia che ne fa richiesta e al netto dell’eventuale Assegno unico. Nello specifico, l’Inps ha compilato questo “specchietto” riepilogativo che indica quanto spetta:
Bambini nati dal 1° gennaio 2024:
Bambini nati in data antecedente al 1° gennaio 2024:
- 3.000 euro (dieci rate da 272,73 euro e una da 272,70 euro) con “ISEE neutralizzato” fino a 25.000,99 euro;
- 2.500 euro (dieci rate da 227,27 euro e una da 227,30 euro) con “ISEE neutralizzato” da 25.001 a 40.000 euro;
- 1.500 euro (dieci rate da 136,37 euro e una da 136,30 euro) con “ISEE neutralizzato” superiore a 40.000 euro, o nel caso di ISEE assente.
Le strutture per cui richiedere il Bonus asilo nido 2026 sono solo quelle abilitate dall’Inps e quindi presenti negli elenchi regionali o degli enti locali, e comprendono:
Fanno quindi eccezione servizi pre e doposcuola, ludoteche e tutto ciò che non comprende questo elenco.
Se il bambino o la bambina non può frequentare l’asilo nido poiché affetto da una grave malattia cronica, il genitore può comunque richiedere il contributo per forme di supporto a domicilio.

La domanda va compilata online, accedendo alla sezione dedicata nel sito Inps con il proprio Spid, Cie o Cns. Tuttavia si può presentare anche rivolgendosi al proprio patronato di fiducia.
Fondamentalmente vanno scelte le mensilità per cui si è fruito del servizio di asilo nido e simili: il genitore che paga la retta carica i documenti di spesa (che devono essere tutti tracciabili, come bonifici, assegni circolari, pagamenti con Pos o PagoPa).
La domanda deve essere compilata entro la fine di aprile dell’anno successivo alle mensilità richieste, ovvero nel nostro caso entro il 30 aprile 2027.
Sono rimborsabili esclusivamente la retta mensile, la mensa, l’imposta di bollo e l’Iva agevolata, mentre non lo sono i costi di iscrizione e l’Iva ordinaria. Inoltre, specificano, sempre dall’Inps, che:
La domanda conserva la propria validità in modo continuativo fino al mese di agosto dell’anno in cui il minore compie il terzo anno di età, fermo restando il monitoraggio sulla permanenza dei requisiti normativi. Per gli anni solari successivi a quello di prima presentazione della domanda, quindi, il richiedente non è più tenuto a inoltrare una nuova istanza. Per dare continuità all’erogazione, è sufficiente accedere alla domanda già registrata a sistema e indicare le mensilità per le quali si intende fruire del beneficio nell’anno di riferimento. Questa operazione garantisce la prenotazione contestuale delle risorse finanziarie necessarie alla copertura del contributo per il nuovo anno solare.

Vorrei vivere in un incubo di David Lynch. #betweentwoworlds
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