Il diritto alla sessualità in carcere. Parliamone.

La possibilità di costruire una serie di strutture per garantire ai detenuti uno spazio privato è stata oggetto, nei primi mesi del 2022, di uno studio di fattibilità, richiesto dalla commissione di Bilancio del Senato e realizzato dal Dipartimento affari penitenziari.

Da anni il tema della sessualità in carcere genera dibattiti e divisioni. La possibilità di costruire una serie di strutture nelle carceri italiane per garantire ai detenuti uno spazio privato in cui esercitare il proprio diritto all’affettività è stata oggetto, nei primi mesi del 2022, di uno studio di fattibilità, richiesto dalla commissione di Bilancio del Senato e realizzato dal Dipartimento affari penitenziari.

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In un articolo, il Post ha affermato che tutto ciò ha provocato una serie di polemiche, specialmente su alcuni giornali. Nonostante si tratti solamente di uno studio, derivato da una proposta di legge del Consiglio regionale della Toscana del 2020, a cui non sono seguite decisioni concrete né stanziamenti di fondi, sarebbero circolate ricostruzioni errate. Secondo queste, il governo avrebbe spesso 28 milioni di euro per la costruzione di quelle che vengono definite “casette dell’amore“,”casette del sesso” o addirittura “casini” all’interno degli istituti penitenziari (tecnicamente si chiamano “unità abitative“).

Sul giornale si legge:

Le polemiche di questi giorni, che hanno coinvolto anche la politica, nascono dalla presentazione di una proposta di legge del Consiglio regionale della Toscana, al quale se ne è aggiunta una del consiglio regionale del Lazio, che però è tuttora bloccata nella commissione Giustizia del Senato. La proposta verrà discussa probabilmente in autunno perché prima sono previste le discussioni delle proposte di legge sul fine vita e sull’ergastolo ostativo, sollecitate dalla Corte Costituzionale.

I fondi non sono stati ancora stanziati, ma lo studio di fattibilità ha previsto un costo di realizzazione – qualora la legge dovesse essere approvata – di 28 milioni di euro circa. Di cui, nel caso, 3,6 milioni costituirebbero lo stanziamento iniziale.

La proposta di legge è scaturita dalle sollecitazioni arrivate a livello nazionale ed europeo, sia sotto forma di iniziative e appelli, ma anche di giurisprudenza. Il riconoscimento del diritto alla sessualità si ispira ai principi costituzionali e ai regolamenti europei e italiani sulle carceri. Questi ultimi vietano infatti i trattamenti inumani e degradanti e tutelano il diritto al rispetto della vita privata e familiare dei detenuti.

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