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Insetti nei menù? Nessuna autorizzazione in Italia

"Al momento nessuna specie di insetto o suo derivato è autorizzata" a scopo alimentare in Italia: a parlare, in una nota informativa, è il Ministero della Salute che fa chiarezza sui "novel food".
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Nelle scorse settimane ha fatto discutere la notizia secondo cui da gennaio 2018 sarebbero arrivati gli insetti sulle nostre tavole. Dagli scarabei ai millepiedi passando persino per il pandoro a base di insetti. Una “rivoluzione” a cui gli italiani hanno risposto con scetticismo (i primi sondaggi parlano chiaro, ndr) e che, adesso, potrebbe subire una battuta d’arresto. “Al momento nessuna specie di insetto o suo derivato è autorizzata” a scopo alimentare in Italia: a parlare, in una nota informativa, è il Ministero della Salute che mette in chiaro alcune informazioni trapelate nell’ultimo periodo. Per il momento, dunque, nessun insetto a tavola.

Il fatto che dal primo gennaio verrà applicato un nuovo regolamento europeo “novel food” non significa che locuste e grilli verranno serviti sulle tavole degli italiani nelle prossime settimane. Non significa che li troveremo già in commercio. “L’autorizzazione di un novel food deve essere richiesta alla Commissione Europea seguendo le linee guida recentemente pubblicate dall’EFSA” recita una nota del Ministero, come riportato dall’agenzia di stampa Ansa.it che ne ha dato notizia.

In realtà gli insetti vengono mangiati in molti Paesi in tutto il mondo (sono ricchi di proteine e, pare, abbiano anche un sapore gradevole) mentre in Europa è possibile trovarli solo in alcuni stati in “regime di tolleranza”, ovvero in attesa che vengano autorizzati definitivamente. Per il momento, dunque, tutto resta in stand-by in attesa di indicazioni più chiare e precise sulla commercializzazione e dunque sull’utilizzo e consumo degli insetti. In altre parole, il regolamento prevede che dovranno essere sottoposti ad un’autorizzazione specifica per l’immissione in commercio. Gli Stati, allora, potranno vigilare per evitare problemi futuri.

Allo stato attuale, è doveroso sottolinearlo, “alcuni Stati membri hanno ammesso a livello nazionale la commercializzazione di qualche specie di insetto in un regime di tolleranza”. Ma non è il caso dell’Italia, almeno per ora. 

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