Ivana Spagna: "A volte vorrei essere insensibile. Stavo per tagliarmi le vene"

La cantante, ospite a Domenica In, ha raccontato tutte le sue fragilità, perfino il suo tentativo di suicidio: "Era una lucida follia, ma non isolatevi, è una cosa terribile e diventa sempre peggio".

Ivana Spagna, ospite nel salotto di Mara Venier a Domenica In, durante la puntata del 23 gennaio 2022, si è raccontata con una sincerità disarmante. La cantante ha parlato della sua vita con grande commozione e onestà, e con il cuore in mano ha ammesso le sue fragilità, ma anche la sua forza d’animo.

L’artista ha iniziato dal ricordo della sua famiglia, da cui ha ereditato una spiccata sensibilità:

“A volte penso che vorrei essere un po’ più insensibile, ma questo l’ho preso dai miei genitori. Erano due persone straordinarie e generose, nonostante le vicissitudini della vita si occupavano di chi soffriva e io già da bambina ho visto altri bambini e adulti soffrire in ospedale. Mia madre, poi, pensava sempre agli altri e mai a se stessa”.

Per Ivana Spagna, forse è stato proprio questo insegnamento ad aver influito su molti dei suoi atteggiamenti verso la vita: “Dopo tanti anni – ha spiegato – non riesco a non piangere nel vedere una persona o un animale soffrire. Penso sempre agli altri e mi sono rovinata la vita, ho paura di far star male la gente”. Poi la cantante ha raccontato i momenti di profonda sofferenza attraverso cui è passata.

Come dopo la morte della madre, un evento drammatico e scatenante:

“Egoisticamente, ho pensato che non ce la facevo più ad andare avanti. Mi isolai, chiusi con tutti, anche con i parenti e con il mio compagno, perché mi sentivo sola ma non volevo far soffrire anche gli altri. Non volevo vivere più, così andai in bagno e, per non sporcare, mi chiusi nella doccia per tagliarmi le vene”.

A salvarla in quella circostanza fu la sua gatta: “Proprio in quel momento, arrivò la mia gattina, che miagolando mi ha come risvegliato. Pensai: ‘E tu adesso con chi resti?’. Solo in quel momento mi sono resa conto di cosa stessi facendo, la presi in braccio e piansi fino a liberarmi. Era una lucida follia, ma non isolatevi, è una cosa terribile e diventa sempre peggio”.

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