Kamala Harris sulla Roe v. Wade: "Ha liberato i corpi delle donne"

In occasione del 49° anniversario dalla storica sentenza che ha portato alla legalizzazione dell'aborto negli Stati Uniti, la vicepresidente ha registrato un videomessaggio dove ribadisce il diritto all'interruzione di gravidanza.

Quarantanove anni dopo la storica decisione della Corte Suprema sul caso Roe vs Wade – che ha portato alla legalizzazione dell’aborto negli Stati Uniti -, la vicepresidente Kamala Harris ha deciso di registrare un videomessaggio, per ribadire l’impegno dell’amministrazione Biden a proteggere il diritto all’aborto, evidenziando il lavoro svolto finora per preservare i diritti delle donne.

Texas: l'amministrazione Biden sospende la legge contro l'aborto

Il discorso di Harris arriva un mese dopo che la Corte Suprema ha ascoltato le argomentazioni sul Dobbs v. Jackson Women’s Health, un caso che deciderà la costituzionalità di una legge del Mississippi del 2018 che ha vietato la maggior parte degli aborti dopo quindici settimane di gravidanza. La Corte, di tendenza conservatrice, dovrebbe sostenere la legge, assestando il colpo più significativo alla sentenza Wade nei suoi quasi cinque decenni come precedente legale sull’aborto.

La Roe v. Wade ha promosso l’uguaglianza delle donne salvando la vita a moltissime di loro“, ha affermato Harris nel video.

“Si tratta di un diritto costituzionale, [quello all’aborto], che si trova sotto attacco come mai era accaduto. È un diritto che riteniamo debba essere codificato per legge e che promettiamo di difendere con ogni strumento in nostro possesso. Il diritto costituzionale delle donne a prendere decisioni sul proprio corpo non è un concetto astratto. Questa sentenza ha liberato i corpi delle donne”.

Inoltre, in un comunicato rilasciato recentemente dal presidente degli Stati Uniti Joe Biden e da Harris si legge: “Negli ultimi anni abbiamo visto sforzi per restringere l’accesso alla salute riproduttiva ad un livello allarmante“, un accesso che è “sotto attacco” in Texas, Mississippi e altri Stati. “Queste restrizioni minano la libertà di tutte le donne e sono particolarmente devastanti per chi ha meno possibilità e risorse”, si legge nella dichiarazione in cui si promette di assicurarealle figlie e le nipoti  gli stessi diritti fondamentali per i quali le loro mamme e nonne hanno combattuto e vinto”.

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