La decisione dell'Oms: sospesi i test sull'uso dell'idrossiclorochina

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), ha sospeso i test sull’uso dell’ idrossiclorochina per curare il Coronavirus. La decisione arriva dopo lo studio pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet, secondo cui il farmaco potrebbe aumentare la mortalità.

Questi due antimalarici ovvero, l’idrossiclorochina e la clorochina, sono stati collegati ad un maggior rischio di decesso tra i pazienti positivi al Covid-19 e problemi al cuore. Inoltre, non sembrano produrre benefici sulla salute.

Qualche giorno fa il presidente degli USA Donald Trump ha dichiarato di assumere una pillola al giorno come misura preventiva ma ieri ha detto di aver smesso. L’organizzazione Mondiale della Sanità ha deciso di sospendere il test sull’uso dell’ idrossiclorochina che è in corso in diversi Paesi per trattare il coronavirus, perché potrebbe aumentarne la mortalità dei pazienti.

L’idrossiclorochina è un antimalarico ed in questo ultimo periodo è stato al centro dell’attenzione da parte dei media. L’infettivologo di Marsiglia, Didier Raoult, più volte ne aveva sottolineato l’efficacia contro il Covid-19.

Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms, ha spiegato che dopo un incontro con il gruppo esecutivo dell’agenzia ONU si è arrivati alla decisione di interrompere momentaneamente la sperimentazione con trattamento a base di idrossiclorochina e clorochina nello studio Solidarity.

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Lo studio pubblicato venerdì scorso sul sito The Lancet ha rilevato un alto tasso di mortalità fra i pazienti positivi al Covid-19 trattati con questi medicinali che solitamente sono considerati efficaci per l’uso su pazienti con malattie autoimmuni o malaria.

Qualche settimana fa gli ospedali universitari di Losanna (Chuv) e Ginevra (Hug) hanno scelto di sospendere questa terapia a base di idrossiclorochina sui pazienti malati di Coronavirus per motivi di sicurezza.

Per effettuare questo studio sono stati analizzati i dati di 15mila persone trattate con gli antimalarici e con uno dei due antibiotici che a volte sono stati abbinati. Questi dati sono stati raccolti da 671 ospedali e la terapia, in qualsiasi combinazione dei quattro farmaci, ha mostrato un maggior rischio di morte rispetto a quello osservato su 81mila pazienti a cui non sono stati somministrati questi farmaci.

In particolare l’aumento di mortalità è stato osservato nel gruppo di pazienti trattati con idrossiclorochina e un antibiotico. L’8% di essi ha sviluppato aritmia cardiaca rispetto allo 0,3% del gruppo di controllo.

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