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La gita scolastica nel giorno del voto? I liceali rinunciano a partire

Sono già quattro gli allievi che hanno rinunciato alla gita scolastica di fine anno, l'ultima prima della maturità: "Voglio votare, lo sento come dovere e diritto" ha detto uno di loro.
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Nessuno se lo sarebbe aspettato e, invece, alcuni studenti 18enni del liceo Tenca di Milano hanno deciso di non partire perché il loro ultimo viaggio d’istruzione con la classe coinciderà con il 4 marzo, l’election day, quando gli italiani saranno chiamati al voto per scegliere il nuovo Parlamento (Camera e Senato) e dunque il nuovo Presidente del Consiglio. Il loro viaggio in Spagna, invece, era organizzato da mesi: i liceali sarebbero dovuti partire il 3 marzo restando lì fino al 7. Il preside – come riporta il Corriere della Sera – ha fatto sapere che non c’è possibilità di cambiare data. In nessun modo. Insomma un problema che sembra essere senza soluzione. O si vota o si parte.

Eppure i 18enni non vogliono di certo perdere il loro primo appuntamento con una matita e una scheda elettorale. La loro prima volta non può essere sostituita dalla gita di fine anno, anche se si tratta dell’ultimo prima dell’esame di maturità, prima dell’università. Un problema che è stato sollevato persino in Consiglio d’Istituto e che riguarda non solo gli studenti ma anche gli stessi docenti chiamati ad accompagnare gli allievi. Se dovessero partire, nessuno di loro potrà votare rinunciando di fatto a un diritto-dovere sancito dalla Costituzione italiana.

Sono già quattro gli allievi che hanno rinunciato alla gita. “Voglio votare, lo sento come dovere e diritto” ha detto uno di loro. “Da educatore scelgo di non penalizzare gli alunni che ci tengono a partire” ha risposto, invece, uno dei docenti-accompagnatori che, dunque, non voterà e partirà lo stesso. “Nella prima metà di marzo sono sempre centinaia i ragazzi in movimento fra stage linguistici e viaggi d’istruzione” ha spiegato il dirigente del Liceo al “Corriere della Sera” precisando che “questo è il periodo, non soltanto nella nostra scuola“. Il viaggio in Spagna, tra l’altro, era stato pianificato con “mesi d’anticipo ed è impossibile cambiare”.

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