L'albero che nasconde un volto umano: l'Ulivo Pensante incanta il web - Roba da Donne

L'albero che nasconde un volto umano: l'Ulivo Pensante incanta il web

Un albero secolare unico nel suo genere: sul web impazza l'Ulivo Pensante di Canosa, la cui corteccia assomiglia al volto di un anziano

La natura non smette mai di stupire con i suoi colori e le sue forme. Questa volta a incantare sono le immagini provenienti da Ginosa, un Comune di 22mila abitanti in provincia di Taranto, “casa” di un ulivo secolare unico nel suo genere.

Chiunque si sia mai trovato a passeggiare per le campagne della città tarantina non ha potuto non notare la forma assunta in secoli di vita dalla sua corteccia, che assomiglia a quella di un volto di un anziano con tanto di occhi, naso, bocca e barba.

Proprio per questa sua peculiarità, quest’albero è stato soprannominato dagli abitanti di Ginosa ‘L’ulivo pensante’.

Il comitato di Ginosa per il Parco Naturale Regionale delle Gravine Joniche, come spiega Puglia.com, ha deciso di non rivelare il luogo esatto in cui si trova per difenderlo da eventuali atti vandalici.

In passato, a seguito di diverse immagini diventate virali su facebook che ritraevano l’albero in tutta la sua maestosità, in molti avevano nutrito dei dubbi sulla sua reale esistenza, credendo invece si trattasse di qualche fotomontaggio.

Tuttavia sono ormai tanti i video che ne attestano l’esistenza. Del resto dinanzi a un’opera naturale del genere è difficile immaginare sia stata concepita da un essere umano al computer.

L’ulivo pensante, in questi anni, è diventato uno dei simboli della lotta contro l’abbattimento indiscriminato di ulivi, per frenare l’epidemia di Xylella fastidiosa che ha colpito la regione del Sud Italia.

Dal 2013 l’epidemia ha viaggiato indisturbata dal Leccese a Brindisi e a Taranto, arrivando nel Barese e seminando effetti disastrosi per l’ambiente, l’economia e l’occupazione“, ricorda la Coldiretti.

Proprio per aiutare il settore, ieri è stato approvato un provvedimento per destinare fondi per 35 milioni di euro a chi ha ridotto o interrotto l’attività, subendo un decremento della produzione di olive riconducibili alla malattia nella campagna 2018-2019 o precedenti.

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