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Torna libera Ahed Tamimi, ragazza simbolo della resistenza palestinese

Torna libera Ahed Tamimi, l'attivista palestinese di 17 anni in carcere per aver schiaffeggiato soldati israeliani.
Torna libera Ahed Tamimi, ragazza simbolo della resistenza palestinese

Ahed Tamimi è diventata nel tempo un simbolo della resistenza del popolo palestinese, una militanza che ha seguito fin da piccolissima. Ora la 17enne torna libera dopo aver passato gli ultimi 8 mesi in carcere per aver schiaffeggiato un soldato dell’Idf, le forze di difesa israeliane, che a suo dire aveva sparato un proiettile di gomma contro il cugino 15enne.

Quello del video non è il suo primo gesto di ribellione e protesta. Ahed già nel 2012, a 9 anni, era stata ripresa mentre agitava il pugno contro soldati israeliani, guadagnandosi così un incontro con l’allora premier turco, Recep Tayyip Erdogan. Nel 2015, invece,  era stata fotografata mentre mordeva la mano di un militare nel tentativo di impedire l’arresto del fratello.

Ahed Tamimi e la madre Nariman, in carcere con la figlia perché colpevole di aver pubblicato il video divenuto virale su Facebook, hanno raggiunto il loro villaggio di Nebi Saleh in Cisgiordania e davanti alla casa di una vittima delle forze israeliane, in una sorta di conferenza stampa, ha dichiarato ai giornalisti:

Dalla casa di questo martire io dico: la resistenza continuerà finchè l’occupazione sarà stata rimossa. Tutte le prigioniere in carcere sono forti, e ringrazio tutti quanti mi hanno sostenuto mentre io stessa ero incarcerata.

Per i palestinesi, la ragazza è diventata presto un simbolo di resistenza, mentre per gli israeliani rappresenta unicamente una ragazza in cerca di pubblicità. Il suo volto con i capelli biondi ricci e gli occhi verdi, in questi giorni, è stato ritratto anche sul muro che separa il territorio israeliano dalla Cisgiordania.

Un post condiviso da Zuzu (@ladyzuzuofcannabiz) in data:

Dietro al murales c’è la mano dell’artista italiano Jorit Agoch, fermato insieme a un altro ragazzo dalla polizia di Betlemme con l’accusa di aver imbrattato il muro. A lanciare l’allarme dopo il fermo è stato proprio l’artista che su Facebook aveva scritto:“Siamo stati arrestati a Betlemme dall’esercito israeliano. Chi può aiutarci per favore lo faccia.” La Farnesina ha seguendo da vicino l’evolversi del caso del connazionale di origine olandese e ora lo street artist è tornato libero.

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