Attrice, cantante, sceneggiatrice, comica, libera e indipendente, questo era Mae West. Una star del musical che fu molto più di un sex symbol e che aveva scandalizzando l’America perbenista e puritana anche grazie al suo piccante e spiccato senso dell’ironia. Al cinema propose un modello di donna disinibita, spiritosa e autoironica, capace di battute provocatorie.

“Odio essere un oggetto”, Marilyn Monroe era molto più di un sex symbol

Sfidò la censura in un’epoca di trionfante puritanesimo: conosciuta per i suoi doppi sensi spensierati e per essere sessualmente libera raggiunse il successo dopo aver compiuto i 40 anni. All’anagrafe Mary Jean West, nacque il 17 agosto del 1893, a Kings County, New York ed ebbe una carriera nell’intrattenimento lunga sette decenni. L‘American Film Institute la inserì al quindicesimo posto tra le più grandi star della storia del cinema.

Iniziò prestissimo la sua carriera teatrale: a soli cinque anni si esibì in numeri di vaudeville, iniziando così a incamminarsi verso il musical. Il 22 settembre 1911 è Maggie O’Hara nella prima assoluta di A La Broadway di Harold Orlob per il Broadway theatre. Nel 1912 è petite Daffy in A Winsome Widow di Raymond Hubbell e nel 1918 è Mayme Dean nell’anteprima di Sometime di Rudolf Friml e Rida Johnson Young diretta da Herbert Stothart

Inventò e lanciò un ballo chiamato Shimmy e iniziò a scrivere commedie che interpretò lei stessa, tra le quali Sex, che a quei tempi suscitò molto scandalo, tanto che la polizia fece irruzione a teatro e l’attrice finì addirittura in guardina. Debuttò nel cinema nel 1932 quando la Paramount la scritturò come co-protagonista insieme a George Raft nel film Night After Night, in cui le venne data l’opportunità di riscrivere le sue battute. Grazie al successo riscosso la casa produttrice decise di farne la protagonista di quello che sarà considerato il miglior film dell’attrice, Lady Lou, insieme a Cary Grant e tratto dalla commedia Diamond Lil, che West stessa aveva scritto e rappresentato nel 1928.

In seguito interpretò alcuni film di cui lei stessa scrisse le sceneggiature, come Non sono un angelo e Belle of the Nineties. Dopo la rottura del suo contratto con la Paramount, Mae venne scritturata dalla Universal, che la affiancò a W.C. Fields nella commedia Mia bella pollastrella: nonostante le pessime critiche, questa fu la pellicola di maggior successo del 1940, seconda solo a Via col vento. Dopo il mediocre The Heat’s On, girato nel 1943 per la Columbia, l’attrice abbandonò il cinema. Dopo quasi trent’anni di lontananza dallo schermo, nel 1970 tornò al cinema interpretando la parte di una vamp in Il caso Myra Breckinridge di Michael Sarne. La sua ultima interpretazione risale al 1978 nel film Sextette di Ken Hughes, con Timothy Dalton e Tony Curtis, dove apparve ormai ottantacinquenne. Morì nel 1980 a Los Angeles per cause naturali.

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