La risposta di Melissa Blake all'assurda New Teacher Challenge - Roba da Donne

Conosciamo già Melissa Blake, blogger, giornalista freelance, nata con la sindrome di Freeman-Sheldon, un disturbo osseo e muscolare genetico, che ha sempre risposto ai commenti sulla sua disabilità con una grande forza e molta intelligenza.

“Sei troppo brutta per i selfie”: la risposta della blogger disabile Melissa Blake

Da qualche giorno Melissa si è resa conto di essere, assieme ad altre persone con disabilità, protagonista dell’ennesimo quanto stupido trend di Tik Tok, la New Teacher Challenge, in cui i genitori mostrano ai propri figli le immagini di uomini e donne con particolari problematiche fisiche, spiegando che saranno i loro nuovi insegnati, e registrando le loro reazioni.

Quanto questa challenge sia stupida e offensiva lo ha già scritto l’autrice Lizzie Velasquez in un post Instagram.

Sapevo che sarebbe successo. Quando ho visto l’inizio di questa tendenza, sapevo che stava arrivando. Alcuni sono stati carini e divertenti, ma poi si è cominciato a superare il limite. Mostrare ai propri figli una foto di qualcuno che ha un aspetto diverso nella speranza che abbiano una reazione di paura è vile. Ho visto fare questo trend con persone che sono disabili e l’ho visto fare con i bambini che hanno la sindrome di Down. Loro non hanno strumenti per parlarne, ma io sì, e so di avere un esercito di persone positive proprio accanto a me. Lo dirò più e più volte.

Le persone che metti nelle foto o nei video sono esseri umani! Abbiamo dei sentimenti e lavoriamo ogni giorno per ottenere quel qualcosa che si chiama fiducia in noi stessi. Per favore, non insegnate ai vostri figli che è divertente avere paura di qualcuno che non gli assomiglia. Quando gli adulti sono sconvolti, i loro figli sono vittime di bullismo, questo è l’esempio perfetto che l’insegnamento della gentilezza e dell’accettazione inizia a casa. Basta essere gentili l’uno con l’altro. Ne abbiamo bisogno ora più che mai!

Ma una risposta ancora migliore, se possibile, l’ha data la stessa Melissa, scrivendo di suo pugno un articolo su Refinery29:

Gli adulti che pensano davvero che questo vada bene, e peggio… che lo trovano anche divertente, dovrebbero saperlo. Non ci sono assolutamente scuse. Dovrebbero essere loro a insegnare ai loro figli quanto siano dannosi e dolorosi questi scherzi, senza ridere in sottofondo mentre il loro bambino si ritrae alla vista di una persona disabile. Viviamo in una società in cui le persone che sembrano ‘diverse’ sono viste come brutte e grottesche; quei messaggi iniziano ad essere insegnati in giovane età. Pensa a quanti cattivi Disney hanno una sorta di deformità.
Non posso fare a meno di dispiacermi per i loro figli. Immaginate che vostra madre vi stia filmando in un momento vulnerabile, in cui non potete fare a meno di scoppiare in lacrime, e in realtà lo pubblichi in modo che il mondo intero possa vederlo. In che modo umiliare tuo figlio, o guardare altri bambini che vivono questa esperienza, è fonte di divertimento?

Melissa ricorda come ci siano 61 milioni di persone disabili solo negli USA, vale a dire una su quattro, potenzialmente umiliate da questa assurda “sfida”, ma sottolinea anche un aspetto particolarmente grave: ogni volta che qualcuno ha segnalato la presenza del suo volto, pubblicato senza autorizzazione, su Tik Tok, gli amministratori del social hanno risposto che non c’era alcuna violazione delle regole in vigore.

Voglio essere chiara: sono stata violata. Ogni singola volta. Ogni foto, provocazione e parola crudele è una chiara violazione della mia dignità e del mio valore come essere umano. E ogni volta che queste piattaforme non riescono ad agire, inviano il messaggio che questo bullismo va bene. Così tante persone disabili si sono abituate al fatto che il nostro aspetto venga deriso. Non è qualcosa a cui dovremmo mai abituarci.
Le persone disabili non sono qui per il tuo divertimento. Non siamo battute. Siamo persone. Spero che più persone (e anche piattaforme – TikTok, sto anche guardando te) si uniscano a noi in questa battaglia. Abbiamo bisogno di tutti voi. Disabili o no.

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