Da pochi giorni entrata nella casa del Grande Fratello Vip, Micol Incorvaia rischia di essere squalificata per aver canticchiato il motivetto di Faccetta Nera, la canzone diventata simbolo della propaganda fascista.

Pochi istanti prima della messa in onda della diretta, la designer, influencer e sorella di Clizia Incorvaia, ha intonato il ritornello del brano, durante il momento di trucco e parrucco. Il fatto non è passato inosservato agli occhi dei telespettatori, né tantomeno sui social, dove gli utenti hanno chiesto conto della cosa alla trasmissione di Alfonso Signorini.

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Come si legge su Repubblica, intonare quella canzone è a tutti gli effetti passibile di denuncia per apologia del fascismo, reato previsto dalla Costituzione italiana. Non è chiaro ancora il destino di Micol Incorvaia, né il perché abbia fatto quello che ha fatto. Entrata nella casa più spiata d’Italia il 3 novembre, l’influencer ha già dato molto di cui discutere.

Il 3 ottobre 1935 il Regno d’Italia dichiarava guerra all’Impero d’Etiopia. La propaganda del regime – che coinvolgeva tutto, anche la programmazione radiofonica – era incentrata nel giustificare l’attività bellica ed esaltarne i valori militareschi e nazionalistici. Faccetta Nera diventò presto il motivo musicale dell’epoca, scritto da Renato Micheli e Mario Ruccione e reso nota dall’interpretazione di Carlo Buti.

Il testo della canzone, si legge du Genius – fa riferimento a una concezione diffusa in Italia negli anni della guerra: Il regime fascista, filtrando le notizie sulla situazione dell’Abissinia (attuale Etiopia), mise in risalto la schiavitù ancora vigente in loco. La guerra coloniale venne quindi giustificata, sia in Italia che all’estero, con la diffusione dell’idea che questa fosse, in realtà, una missione civilizzatrice, volta ad abolire l’odiosa pratica dello schiavismo.

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