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Miss Italia, le foto osé di Carlotta Maggiorana potrebbero costarle il titolo

La vincitrice di Miss Italia 2018 potrebbe perdere il titolo di reginetta. Nelle ultime ore sono infatti comparse alcune sue foto osé scattate nel 2015, e ciò infrange una precisa norma prevista dal regolamento del concorso di bellezza.

Carlotta Maggiorana è reginetta di bellezza da pochi giorni, eppure rischia già di perdere lo scettro. La nuova Miss Italia 2018, la bellissima 26enne marchigiana, è finita al centro dell’attenzione a causa di alcune sue foto senza veli, scattate negli scorsi anni. Secondo quanto previsto dal regolamento del celebre concorso di bellezza, le concorrenti non possono “essere state mai ritratte per propria volontà o comunque col proprio consenso in pose di nudo, o in ogni caso sconvenienti”. Le foto di Carlotta Maggiorana, pubblicate nell’ultimo numero di Oggi, potrebbero essere dunque motivo di squalifica da Miss Italia.

Gli scatti in questione riguardano il backstage di un servizio fotografico girato nel 2015 presso San Felice Circeo, splendido litorale romano. Nel “dietro le quinte” del servizio, Carlotta ha posato senza veli, mentre nelle foto seguenti si mostra con i seni coperti dai suoi capelli e il ventre celato da una foglia di palma. Inoltre nel 2009 la ragazza ha vinto il concorso Miss Grand Prix, per partecipare al quale aveva realizzato un calendario sexy, posando con un costume piuttosto ridotto.

Tutto ciò può davvero costare a Carlotta Maggiorana il titolo che ha appena conquistato? I precedenti non mancano: nel 2016 Claudia Guarnieri non venne ammessa tra le 40 finaliste per alcune foto osé pubblicate da GQ. Qualche anno prima, nel 2011, furono addirittura tre le miss escluse dal concorso per lo stesso motivo: Alice Bellotto, Raffaella Modugno e Tiziana Piergianni. In molti però si interrogano sulla correttezza di questa norma, che prevede l’impossibilità per le ragazze di partecipare a Miss Italia dopo aver scattato foto senza veli.

D’altronde stiamo parlando di un concorso di bellezza, dove le giovani concorrenti vengono selezionate e giudicate proprio sulla base del loro aspetto fisico. Dove il culto dell’apparire diviene punto fondamentale per poter arrivare alla finale, tanto che la possibilità di escludere la sfilata in bikini non è stata presa in considerazione, in nome proprio della “libertà femminile di poter mostrare il proprio corpo”. Può un concorso che da sempre mette al primo posto una sorta di mercificazione del corpo femminile vietare la partecipazione a ragazze che hanno deciso di usare liberamente il proprio corpo per altri fini (che siano economici o riguardanti una mera espressione di se stesse)?

Naturalmente un regolamento c’è, ed è giusto rispettarlo. Ma dobbiamo ricordare che, se Miss Italia oggi è ciò che è, lo dobbiamo anche alle tante piccole e grandi rivoluzioni che hanno portato a rivedere e correggere il succitato regolamento, per adattarlo alle nuove esigenze. Basti pensare alla revoca del titolo guadagnato da Mirca Viola nel 1987, dopo la scoperta che la reginetta era sposata e addirittura mamma. Fu grazie a questo scandalo che nel 1994 il patron di Miss Italia Enzo Mirigliani aprì il concorso anche alle ragazze che abbiano avuto un figlio. Chissà che la storia non si ripeta ancora una volta.

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