Elena Santarelli: "Mi sono sentita una madre sbagliata, non fatelo anche voi"

La showgirl nella puntata delle Iene del 16 novembre 2021 ha sostituito Ornella Vanoni e nel suo monologo ha parlato della malattia del figlio e del senso di colpa che si può provare per la fortuna di una guarigione: "Non abbiate paura di tornare a vivere".

“Questa sera non vi parlo della malattia di mio figlio. Ma di come si torna a vivere. Durante e dopo la malattia”. Questo, senza fronzoli e senza girarci tanto attorno, è l’inizio del monologo di Elena Santarelli durante la puntata del 16 novembre 2021 a Le Iene. La conduttrice, parte della rosa delle dieci donne chiamate a presentare lo show di Italia 1 in questa edizione, ha anticipato di una settimana la sua partecipazione per sostituire Ornella Vanoni, assente per piccoli problemi di salute.

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“Arrivo in anticipo per sostituire la Grande Ornella Vanoni, ma non potrò mai sostituirla in verità, lei è Ornella! Per stasera sono pronta a divertirmi, sapendo che la mia amica Alessia farà il tifo per me!”, ha dichiarato citando la storica conduttrice Marcuzzi. Nonostante il suo debutto anticipato nel programma Elena non si è fatta di certo trovare impreparata e ha parlato a cuore aperto, a se stessa in primis, ma a tutti, genitori e mamme, del senso di colpa che si può provare per la fortuna di una guarigione e del tornare a vivere.

“Questa sera non vi parlo della malattia di mio figlio, ma di come si torna a vivere durante e dopo la malattia. Io mi sono vergognata di farlo, ho sentito parole che mi hanno fatto sentire sporca tipo: ‘Ma come fai a lasciare tuo figlio solo?’. Mi sono vergognata di tornare a lavorare, di uscire a cena con mio marito, persino andare dal parrucchiere quando ho sentito un’altra donna sussurrare: ‘Che cazzo ci fa qui la Santarelli? Io con un figlio malato starei a casa’. E a casa ci tornavo, mi buttavo subito sotto la doccia, per pulirmi dallo sporco che mi avevano appiccicato addosso. ‘Fai schifo’, mi dicevo, ‘ma cosa stai facendo?’. Grattavo via lo smalto appena messo sulle unghie perché mi sentivo male ad essermi presa un pezzo di vita per me. Quegli sguardi, quelle parole, ti dicono che c’è solo un posto dove puoi stare: al fianco di tuo figlio che si sta ancora curando. Quegli sguardi ti proibiscono di essere altro dalla malattia”.

Un monologo quello di Elena Santarelli che può suonare come uno sfogo liberatorio, e forse lo è anche, ma che partendo dal racconto delicato della malattia di suo figlio Giacomo, che ha sconfitto il cancro nel 2019, arriva a toccare diverse corde. In primis il difficile ruolo di madre e donna, del sentirsi sempre sbagliate qualsiasi cosa si faccia o non si faccia, dell’essere continuamente giudicate mentre nel profondo dell’animo si combattono battaglie di cui nessuno sa nulla. Non potersi più sentire donne, perché con un bambino malato a casa non ne hai semplicemente più diritto. E poi c’è il senso di colpa perché sei una mamma fortunata, tuo figlio è guarito.

“C’è un’altra cosa che ti impedisce di tornare a vivere. È il senso di colpa per la fortuna che hai avuto, perché tante amiche che ho conosciuto in ospedale, mamme come me, oggi non hanno più i loro figli. E quella fortuna non sentivo di meritarla più di loro. Così ho cercato di nascondere la mia felicità, ma quelle mamme mi hanno detto ‘Non ti devi vergognare’ ed è solo grazie a loro, a Valeria, ad Elena e Valentina, che mi sono state accanto, che ho potuto tornare a vivere tutte le mie emozioni e finalmente mi sono liberata. Oggi sono grata che i miei uomini Giacomo e Bernardo siano con me e sono grata di aver imparato questa lezione, una delle poche che posso insegnare alle mie amiche donne. Non sentitevi sporche, non sentitevi in colpa. Mi sono sentita una madre sbagliata, ma non voglio farlo più e non fatelo neanche voi. Non abbiate paura di tornare a vivere”.

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