Addio a David Riondino, il menestrello che scriveva per amore

L'artista è scomparso il 29 marzo all'età di 73 anni. Ha fatto dell'improvvisazione e delle poesie "a braccio" il suo marchio di fabbrica.

Addio a David Riondino, il “menestrello” dello spettacolo italiano; il cantautore, scrittore, attore e regista è scomparso domenica 29 marzo nella sua casa romana, a 73 anni, dopo una lunga malattia.

Nato a Firenze, Riondino è stato uno sperimentatore, che ha saputo mescolare finemente satira e arte senza farne mai una macchietta, con intelligenza, cultura e una particolare abilità nell’arte dell’improvvisazione, fin da quando, appena ventenne, fondò il Collettivo Victor Jara, una cooperativa di musica-teatro-animazione dedicata al cantautore cileno assassinato perché sostenitore del presidente Salvador Allende; con il collettivo Riondino incise due dischi, Collettivo Victor Jara e Non vi mettere a Spingere.

Eclettico e sagace, Riondino, che il prossimo 10 giugno avrebbe compiuto 74 anni, ha abbracciato la contaminazione artistica e culturale come proprio mantra personale, distinguendosi soprattutto per la poesia “a braccio”, costruita in ottave di endecasillabi sul modello dell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, che ha reso popolare.

Dopo svariate esperienze come verseggiatore satirico in riviste di controcultura, negli anni ’80, Riondino approda anche in tv sul finire di quel decennio, inventando personaggi che restano iconici, come Joao Mesquinho, il cantautore brasiliano ospite del Maurizio Costanzo Show

In tv David Riondino ha sperimentato anche la conduzione, con Daria Bignardi, affiancata in A tutto volume, programma di Italia 1 dedicato ai libri. Tra le varie curiosità che lo riguardano e che in pochi conoscono, c’è la scrittura di Maracaibo, pezzo reso poi estremamente popolare da Lu Colombo.

Diversi anche i sodalizi artistici, con Paolo Rossi, con cui nel 1987 mette in scena Chiamatemi Kowalski, e poi con Sabina Guzzanti e, soprattutto, Dario Vergassola, con cui porta a teatro Todos Caballeros, Riondino accompagna Vergassola ad incontrare Flaubert e variazioni su Don Chisciotte e Madame Bovary.

Dal piccolo al grande schermo, David Riondino ha partecipato anche a varie pellicole, diretto da registi importanti come Marco Tullio Giordan a o dai fratelli Taviani, passando per Gabriele Salvatores. Da regista ha invece diretto Cuba Libre, velocipedi ai Tropici nel 1997, e diversi documentari sugli improvvisatori in versi della isola di Cuba, di cui uno, Il Papa in versi, ha vinto nel 2016 il premio del festival Cinema e Spiritualità di Terni.

“Si può dire che chiunque sia innamorato scrive” disse tempo fa in un’intervista in cui gli venne chiesto se esistesse l’amore. “Chi ama scrive, quindi l’amore serve a scrivere. E la delusione è l’inizio della letteratura”.

I suoi funerali si terranno il 31 marzo nella Chiesa degli Artisti in piazza del Popolo.

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