Mostra di Venezia, David Cronenberg sarà premiato con il Leone d'Oro alla carriera

Sarà consegnato al regista David Cronenberg il Leone d'Oro alla carriera durante la 75esima Mostra d'Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, in programma dal 29 agosto all'8 settembre 2018.

Sarà consegnato al regista David Cronenberg il Leone d’Oro alla carriera durante la 75esima Mostra d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, in programma dal 29 agosto all’8 settembre 2018.

A deciderlo il Cda della Biennale di Venezia, presieduto da Paolo Baratta.

Ho sempre amato il Leone d’oro di Venezia. Un leone che vola su ali d’oro, è l’essenza dell’arte, non è vero? L’essenza del cinema. Sarà davvero entusiasmante ricevere il Leone d’oro – ha dichiarato Cronenberg come si legge sul sito della Biennale di Venezia.

Moltissime le opere di Cronenberg, con una filmografia che può vantare: Il demone sotto la pelle (1975), Rabid – Sete di sangue (1977), Veloci di mestiere (1979), Brood – La covata malefica (1979), Scanners (1981), Videodrome (1983), La zona morta (1983), La mosca (1986), Inseparabili (1988), Il pasto nudo (1991), M. Butterfly (1993), Crash (1996), eXistenZ (1999), Spider (2002), A History of Violence (2005), La promessa dell’assassino (2007), A Dangerous Method (2011), Cosmopolis (2012) e Maps to the Stars (2014).

Per quanto riguarda i premi, nel 1991 il regista con Il pasto nudo è stato in concorso al Festival di Berlino, mentre nel 1999 ha vinto l’Orso d’argento con eXistenZ. I film di Cronenberg Crash, Spider, A History of Violence, Cosmopolis e Maps to the Stars sono stati in gara per la Palma d’oro a Cannes, dove nel 1996 Crash ha vinto il Premio speciale della Giuria. Nel 2011, A Dangerous Method è stato in Concorso alla Mostra di Venezia.

Benché in origine Cronenberg sia stato relegato nei territori marginali del genere horror – spiega Alberto Barbera -, sin dai suoi primi film scandalosamente sovversivi il regista ha mostrato di voler condurre i suoi spettatori ben al di là del cinema di exploitation, costruendo film dopo film un edificio originale e personalissimo. Ruotando intorno all’inscindibile relazione di corpo, sesso e morte, il suo universo è popolato di deformità grottesche e allucinanti accoppiamenti, nel cui orrore si riflette la paura per le mutazioni indotte nei corpi dalla scienza e dalla tecnologia, la malattia e il decadimento fisico, il conflitto irrisolto fra lo spirito e la carne. La violenza, la trasgressione sessuale, la confusione di reale e virtuale, il ruolo deformante dell’immagine nella società contemporanea, sono alcuni dei temi ricorrenti, che contribuiscono a fare di lui uno dei cineasti più audaci e stimolanti di sempre, un instancabile innovatore di forme e linguaggi

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