Napoli: cagnolino a passeggio rapito da un gabbiano. Perché sono sempre più pericolosi

Nel Bosco di Capodimonte il volatile ha afferrato e portato via, sotto gli occhi increduli della proprietaria e dei presenti, un cucciolo di Pinscher Nano. A denunciare l’accaduto è stato Carlo Restaino, consigliere della III Municipalità Stella-San Carlo all'Arena: "Tenete i cani di piccola taglia al guinzaglio".

Nel Bosco di Capodimonte (Napoli) un gabbiano ha afferrato e portato via, sotto gli occhi increduli della proprietaria e dei presenti, un cucciolo di Pinscher Nano. L’uccello, con volo in picchiata è riuscito a prendere il cagnolino, libero dal guinzaglio, e a volare via con lui indisturbato.

A denunciare l’accaduto, avvenuto il 15 luglio 2022, è stato Carlo Restaino, consigliere della III Municipalità Stella-San Carlo all’Arena (Europa Verde). “Quest’episodio – spiega sulle pagine del Corriere della Serami è stato riferito da una mia amica che è stata testimone oculare. Mi ha detto che la proprietaria del cagnolino era una cittadina straniera, forse una turista”.

Restaino racconta quello che è successo quando “Il gabbiano che ha puntato la preda dall’alto è arrivato in picchiata riuscendo ad afferrarla e a portarla via!”. Pare, inoltre, che non sia l’unico episodio segnalato, proprio come denuncia il consigliere.

Anche un’altra donna gli ha riferito di essere stata testimone di un fatto analogo e la vittima questa volta era un gattoPortato via da un gabbiano in una strada della zona portuale”. Questi uccelli, spiega ancora Restaino “Sono attratti in città dai rifiuti. Ecco perché le loro prede preferite sono gatti, specie di piccola taglia, e topi: sono animali che si aggirano molto spesso tra i rifiuti”.

“L’unica cosa che posso consigliareconcludeè quella di tenere i cani di piccola taglia al guinzaglio anche lì dove potrebbero restare liberamente sciolti. E, naturalmente, di tenere la città più pulita”. Del cucciolo di Pinscher, purtroppo, si sono perse le tracce.

L’aggressività di questi volatili è un problema comune a molte Paesi europei, specie in Inghilterra dove i continui attacchi dei gabbiani a persone e animali hanno fatto scattare l’allarme in molte città. In Italia, in località anche lontane dal mare come Roma per esempio, “L’aggressività dei gabbiani – come spiega Monica Carosi, docente del Dipartimento di Scienze dell’Università degli Studi Roma Tre, all’Agiè una tipica risposta comportamentale che nel mondo naturale regola la sopravvivenza”.

“I gabbiani sono entrati in competizione con noi – aggiunge – ci siamo sovrapposti nello sfruttamento delle risorse sia spaziali sia trofiche. In più sono animali generalisti, che se la sanno cavare in situazioni molto diverse, e non essendo vincolati a delle risorse trofiche specializzate, dove trovano vanno”.

Inoltre, anche la docente sostiene che per l’aggressività dei gabbiani, la responsabilità possa essere associata al problema dei rifiuti, che in tante città è ingestibile: “Se la situazione fosse diversa da quella che abbiamo, non saremmo arrivati a questo punto”.

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