Il 24 settembre del 1991 usciva quello che sarebbe diventato uno degli album più iconici della musica di tutti i tempi, Nevermind. A rilasciarlo una band che al tempo si era affacciata da poco sulla scena musicale, e che con quel disco firmava il suo secondo lavoro, dopo Bleach, uscito nel 1989: i Nirvana, il gruppo che sarebbe poi diventato l’incarnazione del grunge anni ’90. Oggi il bambino protagonista di quella copertina ha deciso di fare causa alla band, per uso improprio della sua immagine.

Quel disco divenne uno dei punti cardine del rock di sempre, inserito alla posizione numero 17 della lista dei 500 migliori album secondo Rolling Stone e alla terza nella classifica dei 100 migliori album di sempre stilata dalla rivista inglese Q. L’immenso successo dell’album rese iconica anche la sua copertina, che ritraeva un neonato nudo, immerso nell’acqua, mentre inseguiva una banconota da un dollaro appesa a un amo.

Un’immagine decisamente significativa, spiegata da Kurt Cobain e soci come una critica al capitale; il fotografo Kirk Weedle aveva convinto due cari amici, Renata e Rick Elden, a “prestare” il loro piccolo Spencer affinché fosse immortalato sulla cover di Nervermind; Cobain aveva visto da poco le immagini di un parto in acqua e avrebbe voluto riproporre un’immagine simile per il disco. In tutto, i coniugi Elden ricevettero 200 dollari per consegnare, sostanzialmente, il proprio bambino alla storia, se non altro quella musicale.

Oggi Spencer Elden è ovviamente cresciuto, è un ragazzo di trent’anni, e come detto non sembra più apprezzare molto l’idea di essere sulla copertina di Nevermind, dato che ha presentato denuncia il 24 agosto, attraverso il suo legale, Robert Y. Lewis, perché la sua immagine in quella foto rientrerebbe nella categoria del “child porn”, senza contare che la presenza di una banconota lo lascerebbe diventare un vero e proprio “sex worker”.

La sua vera identità e nome legale sono per sempre legati allo sfruttamento sessuale commerciale che ha vissuto da minorenne, distribuito e venduto in tutto il mondo da quando era bambino fino ai giorni nostri – avrebbe dichiarato, come riporta la Bbc, il suo avvocato – Ha subito e continuerà a subire danni per tutta la vita, tra cui stress emotivo estremo e permanente, nonché interferenze con il suo normale sviluppo e progresso educativo, e trattamenti medici e psicologici.

Elden afferma inoltre di non aver mai firmato una liberatoria per lo sfruttamento della sua immagine, e aggiunge che i suoi genitali avrebbero dovuto essere coperti da un adesivo, secondo un accordo che la band non avrebbe rispettato. La richiesta è un risarcimento da 150.000 dollari, chiesti a ciascuno dei 15 imputati, tra cui i membri della band ancora in vita, Dave Grohl e Krist Novoselic, l’amministratore del patrimonio di Kurt Cobain, l’ex moglie di Cobain, Courtney Love, e il fotografo Kirk Weddle.

"Dio quanto mi manchi”: quella dedica di Courtney Love al suo Kurt Cobain

Al momento i rappresentanti dei Nirvana e delle loro etichette discografiche non hanno ancora risposto alle accuse di Elden. C’è da dire che fino a ora la giurisprudenza americana non ha mai considerato pornografia le foto di bambini, in mancanza di elementi sessuali espliciti.

E dire che, tempo addietro, Elden sembrava invece molto felice di essere il bambino sulla copertina di Nevermind, tanto da imitare la posa della cover in occasione del venticinquesimo anniversario dall’uscita dell’album.

La discussione continua nel gruppo privato!
Seguici anche su Google News!