New York, dal 2024 i negozi di animali non potranno più vendere cani, gatti e conigli

Il provvedimento si pone l'obiettivo di fermare il traffico e la compravendita di cuccioli allevati crudelmente, spesso sono gli stesso gestori degli esercizi commerciali a non conoscere la reale provenienza dei cuccioli.

A partire dal 2024 non sarà più possibile per i negozi di animali situati nello Stato di New York vendere cani, gatti e conigli. Si tratta di una decisione legata all’approvazione di una legge denominata “Puppy mill pipeline bill“, volta a fermare il traffico e la compravendita di cuccioli allevati crudelmente.

Troppo spesso, infatti, gli allevamenti, secondo quanto indicato nella normativa, operano in modo intensivo, senza tenere conto della reale salute delle femmine, che finiscono così per essere sottoposte a gravidanze continue, senza pensare alle conseguenze a livello fisico che questo comportamento può provocare. Anzi, non mancano i casi (e sono diverse le segnalazioni a riguardo anche in Italia) di quattro zampe che vengono poi ceduti o trattati male quando “non servono più”, ovvero hanno un’età ormai avanzata per fare cuccioli e si trovano in condizioni davvero quasi disperate.

Uno degli obiettivi che si vuole raggiungere attraverso un provvedimento come questo è anche quello di spingere chi è in cerca di una nuova compagnia ad aiutare quelli che sono senza una famiglia e che sono stati abbandonati. “In un momento in cui nei rifugi ci sono animali domestici sani e amorevoli in attesa di essere adottati, semplicemente non c’è motivo per consentire la vendita di cuccioli provenienti da allevamenti intensivi” – si legge nel testo.

Pur non potendo più fare riferimento ai negozi di animali per l’acquisto, gli abitanti dello Stato di New York avranno comunque la possibilità di farlo rivolgendosi direttamente agli allevatori. È infatti sbagliato demonizzare a prescindere chi decide di allevare, visto che sono in tanti ad avere un grande amore per la razza scelta e a trattarli con tutte le attenzioni che meritano.

In un primo momento la proposta di legge, presentata a giugno 2022 dalla maggioranza democratica e firmata a inizio dicembre dalla Governatrice Kathy Hochul, era stata contestata da parte dell’opposizione. C’era infatti chi riteneva che avrebbe potuto portare alla chiusura di diversi esercizi commerciali, con conseguente perdita di diversi posti di lavoro, oltre a facilitare un mercato di tipo illegale e parallelo. I pet store potranno comunque collaborare con rifugi e gruppi di soccorso, impegnati ad aiutare costantemente gli animali in difficoltà. Troppo spesso, infatti, i gestori non sono a conoscenza della reale provenienza dei cuccioli presenti nelle loro vetrine e non sanno dei possibili problemi di salute a cui possono andare incontro (in molti casi sono più piccoli dell’età dichiarata e vengono staccati dalla mamma troppo precocemente).

Non si tratta comunque di una direttiva del tutto nuova negli Stati Uniti, dove un divieto simile è già applicato da tempo in altre realtà, quali California e Illinois.

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