Eutanasia per Noelia Castillo Ramos: paraplegica, aveva tentato il suicidio dopo uno stupro

La 25enne di Barcellona aveva tentato il suicidio dopo uno stupro subito in discoteca una vita complicata.

È una storia struggente e molto delicata, quella di Noelia Castillo Ramos, ed è per questo motivo che in questo articolo ci limiteremo a raccontare i fatti, sospendendo ogni giudizio o retorica.

La venticinquenne barcellonese è morta nella serata di ieri, 26 marzo, alla residenza per anziani Sant Camil di Sant Pere de Ribes, nel capoluogo catalano, e lo ha fatto tramite un’iniezione letale, in applicazione della Legge Organica di Regolazione dell’Eutanasia (LORE) prevista dalla Spagna.

Castillo Ramos ha dunque scelto per sé l’eutanasia, lottando per 601 giorni per ottenerla, contro il parere e le opposizioni del padre.

Tutto è iniziato quando, il 4 ottobre del 2022, la ragazza si è gettata dal quinto piano di un palazzo nel tentativo di togliersi la vita, dopo essere stata vittima di uno stupro.

La venticinquenne è sopravvissuta al terribile volo, ma la sua salute ne è risultata irrimediabilmente compromessa: irreversibile la lesione al midollo spinale, come pure il dolore neuropatico.

Paraplegica, Castillo Ramos ha da subito espresso la volontà di essere sottoposta a eutanasia, incontrando però le resistenze del padre, che ha impugnato la decisione della Commissione catalana di garanzia e valutazione, datata 18 luglio 2024, che autorizzava l’eutanasia, arrivando a sospendere in via cautelare il procedimento un giorno prima della sua esecuzione, il 1° agosto dello stesso anno, per decisione del Tribunale Amministrativo di Barcellona.

“Non sopporto più questa famiglia, il dolore, tutto ciò che mi tormenta, tutto quello che ho passato – ha raccontato recentemente la giovane al programma Y ahora Sonsoles di Antena 3, dopo aver avuto l’approvazione del tribunale e il parere favorevole della Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) per procedere con l’eutanasia – Voglio solo andarmene in pace e smettere di soffrire”.

“Non ho voglia di fare niente, di uscire, nemmeno di mangiare. Ho molta difficoltà a dormire e soffro di dolori fisici quotidiani. Prima di chiedere l’eutanasia, vedevo il mio mondo come molto buio […] Mi sono sempre sentita sola, mai capita e nessuno ha mai provato empatia per me”.

Noelia Castillo Ramos ha raccontato di aver vissuto un’infanzia molto complicata, soprattutto dopo la separazione dei genitori e il trasferimento in una casa famiglia, tanto da essere in cura psichiatrica da quando aveva 13 anni. Ha spiegato di soffrire di disturbo borderline di personalità e di disturbo ossessivo-compulsivo.

In questo contesto già problematico è arrivato lo stupro subito da parte di un gruppo di ragazzi in discoteca, con il seguente tentativo di togliersi la vita; da lì, ogni istanza del padre per impedirle di fare ricorso all’eutanasia è stato respinto, fino ad arrivare alla serata di ieri, quando la ragazza ha ricevuto l’iniezione letale nella residenza per anziani, nel pieno rispetto della sua volontà.

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