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Ora solare: lancette indietro di un'ora, ma... occhio agli effetti collaterali

Nella notte tra il 27 e il 28 ottobre torna l'ora solare... Siete pronte a dormire un'ora in più (ma anche a giornate brevissime)?

Alzi la mano chi non vede l’ora di risparmiare energia, di dormire un’ora in più al mattino, ma in compenso non ama per niente l’idea di tornare a casa da lavoro col buio pesto. La domanda più frequente che rivolgiamo o che ci sentiamo rivolgere è: “Ma devo portare l’orologio avanti o indietro?”. Ci pensiamo noi a fare chiarezza.
La vera notte di incubi, spettri e paura sarà quella tra sabato 27 e domenica 28 ottobre 2018 Altro che Halloween! Durante la notte dovremo portare indietro di un’ora le lancette della sveglia, precisamente dalle 03:00 alle 02:00, e saremo costretti a rassegnarci all’arrivo ufficiale dell’inverno.

Il cambiamento porterà con sé un bel carosello di effetti collaterali, ognuno dei quali sarà accompagnato da malessere e malumore, un po’ come se ci si ritrovasse a gestire l’effetto jet lag dato dal cambio di fuso orario.
Restando in tema di umore, il minor numero di ore di luce dell’inverno si ripercuote sulla produzione di serotonina – l’ormone del buonumore – da parte del nostro organismo, che invece chiede a gran voce di poter godere il più possibile degli effetti benefici del sole.

Disordine affettivo stagionale

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Così come cambiano le nostre abitudini, altrettanto cambiamo noi in prima persona. Comunemente conosciuta come la depressione dell’inverno, le conseguenze di questa regolamentazione oraria sulla psiche implicano una serie di fastidi e problematiche che abbracciano l’insonnia, l’incapacità di mantenere la concentrazione, gli sbalzi di umore, la perdita di appetito (ma questo forse è il minore dei mali), il calo del desiderio sessuale e l’irritabilità. Insomma non è un provvedimento a costo zero in termini emotivi.

Vorreste sbarazzarvi del cambio dell’ora?

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Il cambio dell’ora è entrato in vigore in Europa a partire dal 1966 con lo scopo di ottimizzare le ore di luce che in inverno si riducono. Ma il dato di fatto più rilevante è che la maggior parte dei cittadini dell’Unione Europea non esiterebbe un istante ad approvare l’abolizione del cambio dell’ora, pensate che solo in Italia – secondo uno studio della Codacons – almeno l’80% degli intervistati da dichiarato senza indugi che vorrebbe sbarazzarsene.

Anche se il Parlamento europeo, in realtà, recentemente ha analizzato la possibilità di abolire l’ora legale, proprio in virtù degli effetti deleteri sulla salute umana dati dal cambio semestrale dell’ora.

I bambini ne risentiranno?

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Dormire un’ora in più potrebbe portare a conseguenze nei bioritmi e i bambini non saranno immuni dai disagi, dalle nottate in piedi fino a tardi e dai risvegli sballati. I pediatri suggeriscono di iniziare ad abituare i bimbi al cambiamento orario già qualche giorno prima della data ufficiale, così che possano adattare sia il fisico che le abitudini, proponendo loro una dieta che non contenga troppe sostanze eccitanti come il caffè, la cioccolata, il cacao e le spezie e facendo in modo che la giornata inizi in modo sereno ed equilibrato.

E gli animali invece?

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Eh sì, cambieranno anche le loro abitudini, i loro orari per il consumo dei pasti e quello per le passeggiate e i giretti all’aria aperta. I nostri amici a quattro zampe non sono esentati dall’irritabilità, dal nervosismo e dalla sensazione di fatica. Secondo l’Associazione Nazionale dei Medici Veterinari i gatti dovrebbero essere un po’ più agevolati poiché hanno un orologio interiore che si abitua alla perfezione al cambio, ma può darsi invece che il vostro cagnolino vi balzi sul letto di buon mattino se i bisogni saranno sincronizzati con il vecchio orario!

Ma quando torneremo alla normalità?

L’ora solare entra in vigore a partire dall’ultima domenica del mese di ottobre e dura fino all’ultima domenica di marzo, in concomitanza con il passaggio all’ora legale: finirà quindi nella notte tra sabato 30 e domenica 31 marzo 2019. Quando tornerà la primavera, tornerà la nostra predisposizione ad essere più produttivi e allegri… In fondo mancano soltanto cinque mesi, no? Questo sempre che a livello europeo non cambi qualcosa, altrimenti questa potrebbe essere l’ultima volta che spostiamo le lancette.

 

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