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Carlton contro Fortnite: perché Alfonso Ribeiro ha fatto causa al videogioco

Vi ricordate Carlton, cugino di Will Smith nella serie Il principe di Bel Air? Pare che non abbia gradito che la sua Carlton Dance compaia in Fortnite...

Vi ricordate Carlton, il simpatico cugino di Willy nella serie Il principe di Bel-Air? Beh, pare che nella vita di tutti i giorni non sia proprio esattamente affabile come nel telefilm cult che ha lanciato Will Smith.

Alfonso Ribeiro, questo il vero nome dell’attore che dal 1990 al ’96 ha interpretato Carlton Banks, ha infatti portato in tribunale la Epic Games, casa di videogiochi che ha sviluppato il celeberrimo Fortnite, vera e propria mania dei giovanissimi, ma anche di molte star.

Ribeiro sostiene nientemeno un utilizzo improprio e illegale della sua immagine, legata al fatto che la Epic Games avrebbe sfruttato in maniera illecita una “forma di espressione creativa protetta”, ovvero la sua Carlton Dance, ve la ricordate?

Il videogame da 200 milioni di utenti ha due grandi elementi che hanno contribuito a renderlo così popolare: la modalità Battle Royale, in cui 100 giocatori si sfidano tutti contro tutti, e gli acquisti in-game, che permettono, fra gli altri, di comprare le emote, ovvero dei balletti da fare eseguire al proprio personaggio. Questi, solitamente, sono ispirati proprio a personaggi veri, come Bruce Lee, Snoop Dogg, passando per Scrubs e Napoleon Dynamite; e così hanno fatto anche per la Carlton Dance, chiamata nel videogioco Fresh, con un evidente richiamo al titolo inglese della serie (The Fresh Prince of Bel-Air).

Non è la prima volta che Ribeiro si ribella alla riproduzione del balletto che era il suo marchio di fabbrica ai tempi del telefilm: ha infatti fatto causa anche a Take Two Interactive, sviluppatrice della serie di videogiochi sul basket NBA 2K che ha proposto il ballo acquistabile Two Fresh, ispirato chiaramente alla coreografia che Carlton ha ballato per la prima volta durante un Natale del 1991.

Forse la querelle non avrà però esito positivo per l’attore newyorchese, dato che la legge sulla proprietà intellettuale americana sembrerebbe favorire gli sviluppatori: infatti, mentre il ballo è protetto dal diritto d’autore, una singola mossa del ballo stesso, inteso come una serie di movimenti composti in maniera originale, non è elemento sufficiente perché sia considerata coreografia intera. La brevità delle animazioni di Fortnite e NBA 2K gioca quindi a favore delle compagnie proprietarie, e le sottrarrebbe dalla violazione del diritto d’autore.

L’avvocato David L. Hecht, che rappresenta Alfonso Ribeiro, però, ha già fatto sapere di aver avviato le pratiche perché la Carlton dance venga protetta da copyright, e che altri querelanti, tra cui il rapper 2 Milly, si stanno facendo avanti.

Chissà come finirà questa avvincente sfida non tanto virtuale…

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